Concia, sindacati proclamano sciopero e presidio a Lineapelle

21 marzo 2011

Solofra – Mancato rinnovo del contratto nazionale del lavoro nel comparto concia: i sindacati della Filctem, Femca e Uilcem proclamano lo sciopero e manifesteranno con un proprio presidio all’apertura di Lineapelle, la più importante fiera italiana del settore che si tiene ogni anno a Bologna. Il rinnovo del contratto riguarda oltre 2mila persone che orbitano nell’universo del distretto industriale di Solofra.
“Dopo l’incontro in plenaria del 12 gennaio 2011 in cui abbiamo rilevato la sostanziale indisponibilità dell’Unic a rinnovare il contratto nazionale – scrivono le parti sociali – abbiamo dovuto proclamare lo stato d’agitazione. Non sono ancora state completate le centinaia di assemblee programmate (il settore è caratterizzato da piccole imprese e vogliamo una consultazione capillare dei lavoratori), ma già si può fare un resoconto degli avvenimenti intercorsi e del mandato emerso dalla consultazione dei lavoratori. Abbiamo registrato un forte consenso sulle proposte di Filctem, Femca e Uilcem per un rinnovo salariale e normativo, in linea con quanto avvenuto durante questa stagione di rinnovi contrattuali di Ccnl manifatturieri simili per struttura produttiva e dimensione aziendale, e la contrarietà alla pretesa dell’UNIC di non pagare i primi tre giorni di malattia e di eliminare la contrattazione preventiva a livello aziendale per le modifiche dell’orario di lavoro. Il contratto nazionale e i contratti aziendali o territoriali sono un sistema di contrattazione integrato che si rafforza facendo funzionare insieme questi due livelli. Respingiamo quindi il depotenziamento del CCNL espresso dall’UNIC quando ci ha motivato la sua “contropiattaforma” (in passato era addirittura circolata l’ipotesi di eliminare il CCNL sostituendolo con accordi territoriali di primo livello). Ribadiamo la nostra disponibilità ad affrontare i temi della produttività e della flessibilità, ma non accettiamo la pretesa di eliminare la contrattazione preventiva in azienda dei cambiamenti di orario di lavoro. Registriamo che in molte imprese ci viene chiesto di istituire il conto ore e siamo disponibili a normarlo nelle sue linee guida nel CCNL per fornire uno strumento utilizzabile per le esigenze di flessibilità delle singole aziende”.

“Il 25 gennaio 2011 – continua la nota – l’Assa, che associa oltre 200 imprese contoterziste del distretto conciario di Santa Croce sull’Arno, ha firmato un Accordo preventivo (una sorta di precontratto) con un aumento di 35,50 euro mensili al livello D2, da gennaio a ottobre 2011, in ragione di ciò che avrebbe dovuto rappresentare la prima tranche dell’incremento salariale del CCNL che non riusciamo a rinnovare. L’ASSA ha anche riconfermato la clausola di un precedente accordo che istituisce il numero massimo dei contratti a termine e/o somministrati che potranno essere assunti pari al 23% (non media annua) dei lavoratori a tempo indeterminato. Questi accordi, fatti proprio con le imprese più piccole e con una più forte incidenza del costo del lavoro, sono la migliore dimostrazione che le resistenze dell’UNIC al rinnovo del CCNL hanno motivazioni solo politiche. E’ evidente che non siamo bloccati per i fisiologici contrasti di ogni trattativa, ma perché l’UNIC non vuole, almeno per ora, rinnovare il CCNL. Riteniamo quindi più che giustificata la proclamazione dello stato di agitazione basato su una lotta di lunga durata e su una campagna di informazione sindacale, con manifestazioni e presidi per sensibilizzare l’opinione pubblica (vedi il volantino bilingue che abbiamo predisposto) e contatti con le istituzioni locali soprattutto nei distretti conciari. In questo quadro, sentiti i lavoratori nelle assemblee, proclamiamo anche un “pacchetto” di 12 ore di sciopero da gestire a livello territoriale e un presidio alla Fiera di Bologna all’apertura di Lineapelle il 6 aprile 2011. Le Delegazioni trattanti e le Segreterie Nazionali di Filctem, Femca e Uilcem ritengono che sia possibile soddisfare le ragionevoli attese dei lavoratori e affrontare costruttivamente il difficile periodo e le trasformazioni che il settore della concia sta attraversando senza scaricarne i costi sulla pelle dei lavoratori”.