Patenti facili - Tutti prosciolti i funzionari della Motorizzazione
Avellino – Sono stati tutti prosciolti i funzionari della Motorizzazione Civile di Avellino accusati di falso e di abuso in atti d’ufficio nel cosiddetto ‘Processo delle Patenti’. Le indagini furono avviate nel 1993.
L'inchiesta fece scandalo: in centinaia giravano al volante di una macchina per le strade d’Irpinia, ma in tasca avevano una patente comprata con un paio di milioni delle vecchie lire. Nessuno di loro aveva mai sostenuto l’esame: a compilare le schede con i quiz, infatti, provvedevano i titolari delle autoscuole cui si erano rivolti. Due esempi fra i tanti: un pastore analfabeta che aveva risposto correttamente al questionario pur non sapendo leggere le domande e una suora colombiana, trasferitasi da poco in un convento irpino, che aveva superato la prova orale pur non parlando l’italiano.
L’inchiesta della magistratura avellinese portò nel 1996 a 25 arresti. Nel blitz rimasero coinvolti 12 funzionari della Motorizzazione Civile di Avellino e 13 titolari di autoscuole della provincia.
L’accusa si basava su alcune testimonianze di allievi delle 'scuole guida' che avevano denunciato le irregolarità nello svolgimento degli esami di teoria per il conseguimento delle patenti.
Identico procedimento era stato aperto presso il Tribunale di Ariano Irpino definitosi successivamente per il proscioglimento degli imputati; gli stessi, però, furono rinviati a giudizio. Oggi, a distanza di tempo, il Tribunale Collegiale di Avellino, presieduto da Antonio Sicuranza, ha posto fine all’inchiesta sulle patenti facili con una sentenza di assoluzione “… perché il fatto non sussiste” nei confronti di tutti gli imputati. I funzionari e gli esaminatori della Motorizzazione Civile sono stati assistiti dai legali De Lucia, Del Guercio, Villani, Saccone e Iacobelli. (di Antonio Pirolo)