Comune e Alto Calore al lavoro sulla compensazione: “Salviamo l’azienda”

Comune e Alto Calore al lavoro sulla compensazione: “Salviamo l’azienda”

23 marzo 2018

Marco Imbimbo – Trovare una soluzione che salvi l’Alto Calore, ma senza danneggiare i soci che vantano dei crediti. Azienda e Comune di Avellino si sono ritrovati intorno a un tavolo, dopo l’incontro di qualche giorno fa, per individuare una via d’uscita. E le parti, sponda lato tecnico, sono già al lavoro per la compensazione tra opere, effettuate dall’Alto Calore, e crediti che vanta il Comune.

Il numero uno di Alto Calore, Lello De Stefano, si è confrontato con i capigruppo in consiglio comunale. Le soluzioni non sono state ancora individuate, anche perché l’argomento è delicato. Il Comune (socio di maggioranza di Acs) vanta oltre un milione di euro di credito, soldi che l’azienda ha difficoltà ad erogare al momento, al pari per gli altri soci (anche se di importi inferiori). La linea comune, però, è la stessa: salvare l’Alto Calore, evitare che finisca in mani private, ma soprattutto coinvolgere Regione Campania e Governo nazionale.

«Avellino e Benevento non sono i parenti poveri della regione – sottolinea De Stefano – noi diamo l’acqua sia a Napoli che Salerno. L’Alto Calore, quindi, non è un problema solo nostro, ma di tutti».

I debiti ci sono e anche tanti, ma lo stesso De Stefano sottolinea: «Non nascono oggi, ma ma tanti anni fa, eppure c’è chi proprio ora si ricorda di vantare un credito e ne pretende il pagamento». Il sospetto è che ci sia una qualche operazione dietro volta a danneggiare, proprio in questa fase storica, l’azienda.

Lo stesso numero uno di Acs cita Di Nunno, quando nel 2003 disse «Si fanno i consorzi, poi le clientele e alla fine Pantalone paga». Di fatto Alto Calore da sempre è stata questa. Basti considerare ciò che c’era prima dell’arrivo di De Stefano alla guida dell’azienda: doppio consiglio d’amministrazione e quindi due direttori generali, ma anche alto numero di dirigenti. «Nel 2017 abbiamo ridotto di 600 mila euro il costo del personale», ricorda ai presenti.

Il suo appello va ad Avellino e Ariano (soci con maggior numero di quote): «Se seguite la linea del recupero dei crediti, devo portare libri in Tribunale – spiega. Con Ariano, però, abbiamo già avviato un discorso di compensazione, spero lo faccia anche Avellino». L’idea di De Stefano è quella di convertire i debiti in opere. Alto Calore si appresta a raddoppiare il serbatoio di Contrada Cesine, aumentare la conduttura di Tuoro Cappuccini e rimettere a nuovo il Fenestrelle. «Opere che forniranno un servizio migliore ai cittadini avellinesi», sottolinea.

Operazione, questa, che non convince del tutto il sindaco Paolo Foti. «Acs rappresenta un patrimonio infrastrutturale, gestionale e di personale che va salvato in tutti i modi – sottolinea. Il Comune di Avellino, però, non si trova in una situazione serena dal punto di vista economico. In merito al credito che vantiamo, sarebbe meglio mettere in campo una proposta di ammortamento, da inserire a bilancio nell’aspettativa di veder rientrare i soldi. Sulla compensazione non sono molto d’accordo».

Meglio trovare una soluzione diversa, dunque, fermo restando il principio di salvare l’azienda, ma «la questione debitoria è la meno dolorosa – sottolinea Foti. C’è quella più delicata della collocazione del personale per il quale andrebbero avviate le procedure di mobilità volontaria e obbligatoria. In questo modo salvaguardiamo il personale, ma riduciamo anche quello squilibrio creato negli anni passati che vede l’azienda con più funzionari che operai».

Anche Giancarlo Giordano ha espresso le sue preoccupazioni sul futuro di Acs, ma sottolineando che si debba fare di tutto per salvare l’azienda. «Avellino, in quanto capoluogo, deve far valere il suo peso politico sugli altri enti- spiega. Quindi farsi sentire in Regione, dove si ha a che fare con Napoli e altri territori che, storicamente, hanno sempre fatto la voce grossa».

In attesa di trovare una soluzione per dirimere la contesa economica tra Alto Calore e Comune, le parti fanno fronte comune. Anzi, il prossimo 29 marzo l’argomento arriverà in consiglio comunale dove l’Aula sarà chiamata ad esprimersi su un ordine del giorno che impegni la Regione a fare qualcosa per tutelare Alto Calore.