Comune: 250 mila euro di debiti verso il Cirpu. Ma nel 2013 voleva uscire: “Spesa superflua e scopi esauriti”

Comune: 250 mila euro di debiti verso il Cirpu. Ma nel 2013 voleva uscire: “Spesa superflua e scopi esauriti”

9 giugno 2018

Marco Imbimbo – La vicenda Cirpu ritorna prepotentemente alla ribalta. Lo fa nel pieno della campagna elettorale e, inevitabilmente farà parlare di sé. La Giunta comunale, nei giorni scorsi, ha approvato uno schema di riconciliazione debiti e crediti tra il Comune e il Cirpu (Consorzio Irpino per la Promozione della Cultura, della Ricerca e degli Studi Universitari).

Lo schema che è venuto fuori ha fatto emergere un debito pregresso da parte del Comune di 247.216,82 euro. Soldi che si riferiscono a un periodo fino 31 dicembre 2016, in seguito all’approvazione del Consuntivo di quel periodo, in cui sono emerse discrepanze tra gli importi riportati a debito/credito reciproco tra Comune di Avellino e propri enti partecipati. Da qui il Collegio di Revisione ha chiesto all’ente di verificare i numeri riportati al fine di avere un quadro corretto.

IL Comune detiene il 39,68% delle quote del Cirpu e, dalle verifiche effettuate, ha maturato un debito tra il 2006 e il 2014. Si tratta di soldi, riferiti alle quote consortili, più volte sollecitati dal Cirpu, ma mai impegnati dall’ente di Piazza del Popolo. All’esito della verifica dei conti, è emerso un credito che vanta il Cirpu di 247.216,82. C’è da dire che, dal suo canto, anche l’ente di Piazza del Popolo vanta un credito di circa 52 mila euro per l’utilizzo dei locali presso il “Victor Hugo”, sempre fino al 31 dicembre 2016.

Difficilmente, però, si potrà arrivare alla compensazione, quindi il Comune dovrà sborsare i 250 mila euro, per poi farsi dare dal Cirpu i 50 mila euro che gli spettano.

La questione, però, è ancora più spinosa perchè, negli ultimi 5 anni si è discusso molto in Consiglio Comunale della necessità o meno di far parte del Cirpu. Anzi, stesso la giunta Foti, nel 2013, approvò un documento per uscire dal Consorzio, di cui fa parte dal 1992. Uno dei primi atti dell’amministrazione da poco insediatasi e che portava la firma dell’allora assessore alla Cultura, Nunzio Cignarella.

Tra le motivazioni espresse nella delibera approvata dalla Giunta viene sottolineato che “le attività attualmente svolte dal CIRPU possono essere gestite direttamente dal Comune di Avellino con oneri decisamente minori“. Inoltre si sottolineava come “nel corso degli anni ,buona parte degli Enti locali facenti parte del CIRPU, ha receduto dal Consorzio, tanto che attualmente esso risulta costituito soltanto dall’Amministrazione Provinciale di Avellino e dai Comuni di Avellino, Atripalda, Bagnoli e Grottolella”.

Da qui dunque  la decisione del Comune di Avellino di uscire dal “Consorzio Irpino per la Promozione della Cultura, della Ricerca e degli Studi Universitari, essendo venuto meno l’interesse nelle attività del suddetto Consorzio ed essendosi esauriti gli scopi della partecipazione“, come sottolineava la Giunta nel 2013.

Oltre alla valutazione da un punto di vista meramente formativo e funzionale di quella partecipazione, la Giunta comunale effettuò anche una valutazione economica “il contributo annuo per la partecipazione al Consorzio non risulta più finanziariamente sostenibile”.

La delibera di Giunta sarebbe poi dovuta arrivare in Consiglio Comunale per trovare la sua approvazione e quindi la definitiva uscita dal Cirpu. Era il 2013, da allora non è successo nulla, anzi il Comune ha continuato a maturare debiti nei riguardi del Consorzio fino al 2016 e ora dovrà sborsare quasi 250 mila euro per una partecipazione che, la stessa Giunta Foti, aveva definito finanziariamente non più sostenibile. E inoltre si erano “esauriti gli scopi della partecipazione“.