Comparti ITC: un tecnico invita la politica a riflettere

8 marzo 2006

(da Ing. Rossano Rigione Pisone) – “In vista delle elezioni politiche, le ricette su come far ripartire la locomotiva Italia si concentrano tutte o quasi tre punti fondamentali che sono: la competività, la ricerca e la formazione. Alcuni politici e studiosi addirittura ipotizzano che la locomotiva Italia non partirà, se contestualmente non riparte il Sud del Paese. Io mi domando però come si coniuga la competività, la ricerca e la formazione nella nostra provincia? Quali sono i piani di sviluppo in tal senso che i nostri politici stanno mettendo in piedi? Io mi riferisco in particolare al settore del “Information and Communication Technology”. Sarò io un osservatore poco attento ma non vedo molto all’orizzonte, anzi, quel poco di buono che c’era è oramai in fase di declino. Dopo un periodo abbastanza positivo per l’indotto delle grandi imprese high-tech localizzate nell’area industriale di Pianodardine, oggi l’Irpinia si ritrova a fare i conti con una fase caratterizzata da un minor tasso di crescita annuo delle imprese attive nei comparti ITC. Negli ultimi anni infatti il ridimensionamento, in Irpinia, di colossi del calibro di Bull e Italdata ha cominciato a farsi sentire comportando grosse conseguenze negative sullo sviluppo delle imprese che puntano sull’innovazione. Da studi recenti la nostra provincia è risultata fra le più disposte all’innovazione e alla ricerca, eppure i nostri giovani laureati in materie scientifiche continuano ad emigrare, depauperando il nostro territorio di quelle intelligenze che sono tra le più utili per la competitività della nostra industria. Questi giovani formati (a spese delle famiglie irpine) vanno ancora di più ad arricchire di competenze tecniche il già ricco Nord, per non parlare del danno sociale che questo nuova emigrazione comporta. Mi chiedo quindi come si può pensare che la nostra industria diventi competitiva, se vi è il vuoto nel campo che più di ogni altro può dare valore aggiunto alle imprese per essere competitive e aggressive sui mercati internazionali? Questo tema mi sta molto a cuore, ma oltre me anche a tanti giovani irpini che ancora pensano che nello studio e in un lavoro possano realizzare il sogno di una vita privata e professionale dignitosa. Spero quindi che nel prossimo futuro anche la nostra politica possa dotarsi di programmi che si propongano di sfruttare pienamente il potenziale offerto dal comparto delle tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni, in vista di applicazioni in ambiti quali l’agricoltura, l’istruzione, la sanità, i trasporti, la società, il turismo, i sistemi di fabbricazione e il commercio elettronico. Questi settori sono di particolare importanza per le società industrializzate e permetteranno di aumentare il grado di integrazione del nostro territorio nei paesi nella società dell’informazione globalizzata, con grande beneficio per le nostre aziende e la nostra economia”.