Cittadinanzattiva: “I medici prescrivano secondo coscienza e senza limitazioni”

Cittadinanzattiva: “I medici prescrivano secondo coscienza e senza limitazioni”

8 ottobre 2015

Di seguito la nota del  COORDINATORE REGIONALE T.D.M., dr. Antonio Gambacorta, e del PRESIDENTE T.D.M.,  d.ssa Maria Cristina d’Amico:

“Ci giungono numerose segnalazioni da parte dei cittadini, di rifiuto di prescrizioni di abituali terapie e di accertamenti diagnostici da parte dei medici di medicina generale e degli specialisti.
La vertenza dell’ASL di Avellino contro i medici di medicina generale, rei di inappropriatezza prescrittiva, con multe salatissime e con interessamento della Corte dei Conti, poi il Decreto Regionale n. 56 che limita enormemente la prescrivibilità di alcuni farmaci, ma con un sistema così farraginoso da far impallidire il migliore dei burocrati, ed infine il Decreto Lorenzin sugli esami a rischio inappropriatezza, hanno determinato una psicosi nei medici a tal punto da essere passati, quando ancora molti provvedimenti non sono ancora in essere, da una medicina “difensivistica” ad una assolutamente “astensionista”.
Questo fenomeno dimostra quanto sia delicato il rapporto di fiducia medico-paziente e costringe il medico a preferire l’economicità alla salute del paziente, tralasciando linee guida internazionali ed ignorando che tutto ciò porterà di certo ad un aggravio della spesa sanitaria, tra qualche anno, per aver svolto la professione in maniera poco etica e di certo abiurando il concetto di “scienza e coscienza”, termine quest’ultimo, citato a sproposito in tutte le delibere regionali.
Orbene, certamente non tutto ciò che si prescrive è appropriato, ma tutto deve passare da una graduale educazione del paziente e con la coscienza che il medico possa fare di tutto per garantire la terapia e la prevenzione delle malattie, che preservino il paziente da futuri malanni.
Ci deve essere da parte di tutti gli operatori una ferma opposizione al sistema di sanzionamento, con l’applicazione testuale della Convenzione medica dei medici di Famiglia, che prevede sistemi distrettuali di controllo dell’appropriatezza, con eventuale richiamo del medico ad una prescrizione più corretta, e non con commissioni fatte con personale non tecnico e al di fuori di ogni legge, altrimenti si deteriorerà, sempre di più, il rapporto medico-paziente con grave danno di quest’ultimo.
Nel frattempo si vuole invitare tutti i medici ad una prescrizione consapevole, in scienza e coscienza, prescrivendo senza limitazioni ciò che ciascuno ritiene appropriato alle esigenze del proprio assistito e a continuare a sconsigliare ciò che si ritiene inappropriato”.