Cittadinanzattiva – Acqua pubblica? Ad Avellino si paga a peso d’oro

21 marzo 2011

Avellino – Alla faccia dell’acqua pubblica e del bacino idrico più grande del Mezzogiorno. Nella città di Avellino l’acqua è salata, anzi salatissima e non per una mera questione organolettica.
Secondo ‘Cittadinanzattiva’ che ha studiato le tariffe idriche praticate nei capoluoghi di provincia, ad Avellino ogni famiglia ha pagato in media (anno 2009) 281 euro per il servizio idrico integrato (il dato tiene conto delle voci acquedotto, depurazione, fognatura e quota fissa), il prezzo più alto di tutta la Campania dove la media è ancora di 214 euro a nucleo familiare.
Giova ricordare come la gestione del servizio idrico presenta ancora un’eccessiva frammentarietà; le reti continuano a versare in uno stato di usura tale da provocare la perdita media del 35% dell’acqua immessa nelle tubature (ad Avellino fino al 2007 era del 54%, ndr). Gli investimenti, pochi per la verità, non giustificano il costante aumento delle tariffe: dal 2008 al 2009 si è passati da una spesa media di 264 euro a una spesa di 281, per un aumento del 6,4%, in linea sì con l’andamento nazionale (+6,7%) ma non con quello regionale dove la media si è attestata a un +1,9%.
Intanto, con l’opinione pubblica decisamente schierata a favore della gestione pubblica del servizio, a breve si andrà a votare in merito ai due quesiti referendari relativi all’affidamento del servizio, alla gestione diretta del servizio ed alla remunerazione del capitale investito tramite adeguamenti tariffari svincolati dagli investimenti.
(anpi)