Città ospedaliera: D’Ercole attacca, Giordano difende

22 giugno 2005

Avellino – Posizioni dure, le frasi non sono da meno. E’ quanto accaduto questa mattina dinanzi alla città ospedaliera. Franco D’Ercole chiama a raccolta la stampa. L’intento – a detta del consigliere regionale di An – è quello di informare affinché si eviti per il secondo lotto “lo scempio che ha contraddistinto ad oggi la costruzione del plesso avellinese. Troppi sprechi. E troppe le cose che non vanno: a cominciare dal pronto soccorso che ha una sola corsia, non c’è l’ambulatorio. In ‘cambio’ una guardia giurata ‘incaricata’ di fornire i dettagli utili alla partoriente per la traversata. Stanze troppe piccole, sale operatorie distanze dai reparti di degenza, senza voler parlare dei corridoi. C’è poi la struttura del contumaciale, della quale resta lo scheletro”. Dichiarazioni che però non sono state accompagnate dalla ‘visita guidata’: non è stato consentito l’ingresso. Il motivo spiega il manager Giordano ed il dottor De Nisco: la riservatezza. Una spiegazione che non va giù. Un botta e risposta a distanza nel quale l’on. D’Ercole ha precisato come, “Avellino sia una Repubblica autonoma dove non è possibile esercitare il ruolo dell’opposizione” e come si riserverà “di valutare l’eventualità di una denuncia penale per abuso di ufficio. Tra l’altro, la mia non una polemica nei confronti del personale ospedaliero”. Tutt’altro. Solo una constatazione per un lavoro svolto dalla commissione tecnica incaricata dal Comune di Avellino, che “non può essere condiviso”. “Sabato prossimo ci sarà l’inaugurazione in pompa magna della struttura, non credo che sarà riservato lo stesso trattamento al presidente Bassolino. Ci hanno impedito l’attività ispettiva che è compito dell’opposizione. Per quale motivo? Del resto, al Cardarelli di Napoli non abbiamo avuto alcun problema”. D’Ercole aggiunge: “Farò un’interrogazione all’assessore regionale e al Ministro della Sanità per quanto avvenuto”. Poco distante dalla sede del pronto soccorso, l’altra conferenza stampa indetta dal manager Giordano in risposta alle accuse mosse dal consigliere regionale: “Non inauguriamo alcuna città ospedaliera. Ma solo il primo lotto. Mancano ancora 11 padiglioni più un altro di 2 mila metri che sarà adibito ad attività di accettazione del pronto soccorso, ci saranno in tutto 600 posti letto, oggi sono solo 100. Mancano ancora i padiglioni di terapia intensiva, di radiologia, un bunker per la radioterapia, 18 camere operatorie. Dunque il 90 per cento della città ospedaliera lo dobbiamo ancora vedere. Non ci voleva D’Ercole a dire che il pronto soccorso al secondo piano non va bene, ma c’era l’emergenza del Capone”. E ancora. “Per quanto riguarda il contumaciale è stata inoltrata richiesta alla Regione per 12 miliardi di vecchie lire affinché si completi la struttura”. Giordano risponde passo dopo passo alle doglianze dell’esponente di Alleanza Nazionale non omettendo, come per onor di cronaca, il plesso ospedaliero sarà aperto alla stampa solo quando verrà il governatore della Campania Antonio Bassolino. Insomma una levata di scudi ‘ammorbita’ dalle parole di Giordano: “Finiamola con la storia di chi sta a destra e di chi sta a sinistra”. (di Teresa Lombardo)