Città, i demitiani replicano a Ciampi: “Così trasforma Avellino in un mercato”

Città, i demitiani replicano a Ciampi: “Così trasforma Avellino in un mercato”

26 giugno 2018

La nota di Giuseppe Del Giudice, segretario provinciale di Italia è Popolare.

Appare davvero surreale l’appello rivolto dal neoeletto sindaco di Avellino Vincenzo Ciampi alle forze politiche presenti in consiglio comunale. Ciampi è stato eletto con un proprio programma di governo presentato alla città di Avellino e sul quale dovrebbe chiedere ed ottenere la maggioranza dei voti presenti in consiglio comunale. Invece il nuovo sindaco, in maniera alquanto goffa, cerca di camuffare la realtà dei fatti dietro strane formule, come quella di fantomatiche “priorità programmatiche da condividere”.

Grava sul nuovo sindaco verificare l’esistenza o meno in consiglio comunale delle condizioni di governabilità della città. Le elezioni sono finite, abbiamo fatto gli auguri di buon lavoro a Vincenzo Ciampi in maniera civile e democratica. E con le elezioni sono finiti gli slogan, i proclami, gli annunci. La grande guerra di liberazione, come l’hanno chiamata, è finita. Vincenzo Ciampi da domenica è il sindaco di Avellino ed in quanto tale ha il dovere di non nascondersi, e nascondere alla città ciò che furbamente è stato messo sotto il tappeto durante il ballottaggio! Altro che “governi di salute pubblica” o altre furbate retoriche! Ciampi dica apertamente, qui ed ora, se ha i numeri per governare la città per cinque anni ed in caso affermativo dica apertamente quale maggioranza lo sostiene. Cercare maggioranze variabili per ogni singolo provvedimento significherebbe trasformare il consiglio comunale in un vero e proprio mercato, facendo precipitare la città in una condizione di perenne incertezza e precarietà. C’è bisogno di verità e trasparenza, c’è bisogno di sapere se esiste una maggioranza politica chiara, che alla luce del sole si impegni a sostenere il sindaco per tutto il mandato affidatogli dai cittadini.

Noi “popolari” saremo lì dove ci hanno collocato gli elettori, e cioè all’opposizione. Faremo una opposizione seria, non urlata, critica ma rispettosa delle istituzioni, e saremo sempre pronti a dare il nostro contributo costruttivo per il bene della città. Viceversa, chi ha vinto ha il dovere di governare e prima ancora ha il dovere di dire con chi, e con quali idee.