Cisl lancia l’allarme: “Riorganizzare dipartimenti salute mentale”

10 dicembre 2013

Da anni la CISL FP sta ponendo all’attenzione della Direzione Generale la necessità che la riorganizzazione della psichiatria debba puntare ad ottenere obiettivi concreti ossia rendere omogenea l’assistenza agli utenti su tutto il territorio irpino, urbano e periferico, favorendo percorsi di presa in carico del paziente, di assistenza e cura in carico alle UU.OO.SS.MM. e gli SS.PP:DD.CC disincentivando il ricorso ai ricoveri in strutture private al fine di efficientare le prestazioni e ridurre i costi.
“Purtroppo negli ultimi 3 anni la psichiatria in Irpinia ha perso strutture e ridotto prestazioni appropriate – apiega la Cisl – infatti da due SPDC previsti, oggi è aperta solo la sede di Solofra; e non si capisce perché ci sia il depauperamento del territorio dell’Alta Irpinia di SIR, di SIRE, di case famiglia e di centri diurni mai attivati, territorio ad oggi più virtuoso, e si assiste al trasferimento di personale, non attivando quelle strutture e servizi che a costo zero potrebbero dare risposte di qualità, utilizzando il personale interno altamente specializzato, riferisce Buonavita segretario generale CISL FP Le nostre considerazioni trovano sostegno nei dati forniti da codesta Azienda alle OO.SS. nel corso della riunione del 12/07/2012. In quella sede emerse un dato preoccupante, ossia la diversa caratterizzazione delle attività tra le due ex ASL AV2 e AV1 e, nello specifico, nella prima si continua a privilegiare il ricovero ospedaliero mentre nella seconda prevale l’attività territoriale delle UU.OO.SS.MM.
Ne è derivata la antieconomicità e la disomogeneità nell’offrire servizi che non incontrano i bisogni dell’utenza, peraltro non monitorati, ed in contrasto con i decreti regionali ove viene più volte e con forza ribadita la necessità di rendere servizi omogenei sul territorio, ridurre le ospedalizzazioni e/o i ricoveri in strutture private riducendo costi impropri che, dai dati forniti da codesta Azienda, risultano essere ingenti, così come del resto evidenziato dall’ARSAN che nella pubblicazione del 2009 rilevava la negatività del dato attribuendo all’ASL AV2 l’ultimo posto in Campania. A questo proposito dalle delibere e determine pubblicate sul sito dell’Azienda si evince un mantenimento a volte crescente delle risorse economiche destinate alle strutture private, nelle quali molti pazienti, a seguito di un protocollo antico e non rivisitato, sono ricoverati dal 2002 (…Determina Direttore DSM n° 04 del 22/01/2013, n°475 del 27/03/2013; Delibera DG n°1588 del 11/10/2013).
In una logica razionalizzazione delle risorse umane, economiche e strutturali potrebbe essere più utile aprire l’SPDC di Ariano, attivare i 133 posti in residenzialità ed gli 88 posti in centri diurni, utilizzando il personale interno a costo zero e le strutture idonee ed esistenti su Ariano Irpino e Sant’Angelo dei Lombardi. Il piano sanitario Regionale 2011 – 2013, pubblicato sul BURC n. 32 del 27 maggio 2011, ribadisce la validità del decreto regionale n. 49 del 27/09/2010 e successivi, che prevede per l’ASL di Avellino le presenze di due SPDC, una presso l’ospedale Landolfi in Solofra, con 16 posti letto e l’altra presso il P.O. di Ariano Irpino con 10 posti letto, peraltro recepite da codesta Azienda nei piani attuativi e nell’Atto aziendale ma non ancora attivato nella sua completezza, atteso che l’SPDC di Ariano Irpino non è stato attivato. A tale proposito più volte abbiamo chiesto l’apertura dell’SPDC presso il P.O. di Ariano Irpino ove risultano disponibili locali idonei e necessitano minimi lavori di adeguamento o, in caso contrario, su Sant’Angelo dei Lombardi ove pure sono disponibili locali da utilizzare considerato che, in entrambi i casi, sono presenti i pronto soccorso richiesti dalla norma in vigore e, nell’immediatezza, l’istituzione dei posti letto in day hospital come previsto dalla delibera aziendale 1343 ed ai sensi del DPR del 20.10.1992 art.2 commi 1 e 2 che consentirebbero da subito di ridurre il ricorso al ricovero ospedaliero anche per le attività in regime semiresidenziale. Di contro non si comprende l’attendismo della dirigenza dell’ASL di avellino atteso che risulta illogico non riprogrammare servizi sui territori irpini, (Nella proposta del nuovo atto aziendale scompaiono le UOSM che da 4 sono state ridotte a 2 con grave disagio per l’utenza) rendendo sinergiche ed omogenee le attività, utilizzando personale già presente nelle UU.OO.SS.MM. di Ariano e Sant’Angelo dei Lombardi e i locali idonei ad ospitare l’SPDC e i posti letto di Day Hospital. Con una nota, indirizzata anche ai Sub Commissari Morlacco e Cinque, la CISL FP ha chiesto all’Azienda che in attesa dell’approvazione dell’Atto Aziendale di completare la riconversione e riorganizzazione della rete ospedaliera in Irpinia, così come previsto dai decreti regionali n. 49 e 29 a tutt’oggi parzialmente attuati e sicuramente non premianti per l’Ospedale di Ariano Irpino e di Sant’Angelo dei Lombardi e dell’SPS di Bisaccia, atteso che risultano fortemente ridimensionati oltre le previsioni dei decreti summenzionati e sicuramente sottostimati rispetto alle potenzialità ed ai bisogni dei cittadini di realtà che meritano attenzione e il pari diritto alla cura ed all’assistenza. Per questo abbiamo chiesto l’accesso agli atti relativi ai costi per i ricoveri in strutture private o presso cooperative, i criteri di scelta con cui si procede all’assegnazione dei pazienti e di riaprire un confronto sul migliore utilizzo del personale interno che è professionalmente valido e non può essere mortificato, conclude Doriana Buonavita segretario generale della CISL FP.”.