Cipriano apre a Ciampi, ma “niente accordi a scatola chiusa. Non temo l’ingovernabilità”

Cipriano apre a Ciampi, ma “niente accordi a scatola chiusa. Non temo l’ingovernabilità”

13 giugno 2018

Marco Imbimbo – L’ipotesi di un fonte anti-Pizza stuzzica Luca Cipriano, purchè non sia un indistinto. Il suo gruppo deve mantenere la propria autonomia, ma servirà un accordo programmatico con i 5 Stelle e gli altri che eventualmente entreranno in questo fronte. Mentre sul rischio ingovernabilità, Cipriano ricorda: «Foti ha governato per 5 anni con 11 consiglieri».

In vista del ballottaggio del prossimo 24 giugno, il candidato dei 5 Stelle, Vincenzo Ciampi, si è detto disponibile a dialogare con le varie anime rimaste fuori dal secondo round. Un appello che non lascia indifferente a Luca Cipriano. «Come gruppo ancora non abbiamo preso una decisione – sottolinea il leader di “Mai più” – ma sono orientato a mantenere l’istanza di cambiamento che ci contraddistingue. Accolgo con interesse eventuali appelli in questa direzione, c’è da capire come realizzare questa sinergia e su quali basi. È un segnale che va approfondito».

Cipriano, inoltre, sottolinea il buon risultato elettorale raggiunto dal suo gruppo ed è pronto a contribuire anche al risultato del ballottaggio. «Di sicuro il 24 giugno non andremo al mare, da parte nostra non ci sarà disimpegno», sottolinea. La decisione su come muoversi al ballottaggio ancora non è stata presa, ma una cosa è quasi certa, non ci sarà alcun apparentamento formale. «Io preferirei conservare la nostra autonomia, ma è una decisione da prendere con tutto il gruppo. Anche dal centrosinistra sono arrivati segnali di interesse, ma hanno all’interno tutte le contraddizioni che c’erano prima».

L’eventuale fronte anti-Pizza andrebbe definito a stretto giro perché Cipriano annuncia che non parteciperà «a progetti indistinti. Se dovesse esserci un’intesa ben definita e un fronte ampio del rinnovamento, noi siamo pronti a scendere in campo, ma sempre conservando la nostra autonomia, quindi escludo apparentamenti. Anche perché non siamo interessati né a far scattare seggi né a ricevere posizioni di governo».

In caso di sostegno ai 5 Stelle e di eventuale vittoria, Cipriano, al momento, non avrebbe alcun interesse verso qualche assessorato. «Ribadisco l’importanza della nostra autonomia, lo siamo stati al primo turno quando abbiamo ricevuto offerte lusinghiere per diventare l’ottava lista della grande armata, figuriamoci se non vogliamo rimanere autonomi ora dopo questo grande risultato – sottolinea. Non c’è interesse specifico a postazioni di governo, ma sono molto interessato a questo fronte ampio di rinnovamento, ma concreto. Non possiamo dare la fiducia a scatola chiusa ai 5 stelle. Ci devono spiegare esattamente come intendono sostanziare un eventuale patto di governo e noi lo valutiamo, anche perché riteniamo di avere un ruolo strategico nella città visto che abbiamo acquisito un ampio consenso elettorale. In ogni caso possiamo stare in consiglio comunale e avere una voce importante».

Non solo il fronte anti-Pizza non dovrà essere a scatola chiusa, ma Cipriano chiede anche un’intesa programmatica prima del ballottaggio, a cominciare dalla vertenza del centro per l’autismo. «Mi piacerebbe che rientrasse tra i primi punti – spiega. Se il sindaco non posso essere io, almeno che si possano realizzare 5 o 6 cose importanti che io volevo fare. Questo aspetto lo ritengo fondamentale per chiudere un accordo».

In caso di vittoria di Ciampi, non dovrebbe scattare il premio di maggioranza, al netto di eventuali ricorsi. Di conseguenze di prefigura il rischio dell’anatra zoppa e dell’ingovernabilità, anche se Cipriano si dice tranquillo: «Non mi preoccupa per niente perché mancherebbero due consiglieri comunali per raggiungere la maggioranza, contando anche il sindaco. Sono convinto che non sarà un problema trovare due consiglieri che ci garantiscano la fiducia sui singoli progetti. Inoltre, vorrei ricordare anche a Pizza che l’amministrazione Foti ha governato per 5 anni potendo contare solo su 11 consiglieri. Quindi il problema sull’ingovernabilità non me lo pongo».