Quattro consigli (non richiesti) a Carlo Sibilia e al Movimento Cinquestelle

Quattro consigli (non richiesti) a Carlo Sibilia e al Movimento Cinquestelle

15 giugno 2017

Pasquale Manganiello – Le Amministrative in tutta Italia e, in particolare, in Irpinia hanno sottolineato un dato inconfutabile. Penserete subito al flop 5stelle, alla debacle grillina, alle difficoltà imperiture ecc. (peraltro indiscutibili nonostante i post su fb del parlamentare irpino Carlo Sibilia) ma io mi riferisco ad un altro snodo politico autentico ed essenziale: a Grillo e Casaleggio delle Amministrative non frega una mazza. L’obiettivo dichiarato è vincere alle Politiche, lì dove non esiste civismo, lì dove i meet-up inevitabilmente metteranno da parte tutte le quisquilie interne che stanno contraddistinguendo la loro evoluzione, lì dove si conoscono gli avversari da battere e, soprattutto, si conoscono – bene – almeno i propri candidati. Ecco quattro consigli non richiesti a Carlo Sibilia:

1 – Dopo queste elezioni Amministrative c’è già chi dà il Movimento Cinquestelle per morto. Una delle tante boutade che fuoriescono da certa stampa prezzolata per eccesso di tifo. Accadde lo stesso dopo le scorse Europee quando quel 40% di Renzi sembrava aver sotterrato il sogno pentastellato: i sondaggi il più delle volte sbagliano ma un dato incontrovertibile è che Grillo ruota intorno al 30% da almeno tre anni e da lì non si schioda. Difficile, quasi impossibile, sarà raggiungere il 40 ma questa è tutta un’altra storia. I giovani e i giovanissimi votano cinquestelle e voteranno cinquestelle qualunque cosa accada. Non si fidano più dei partiti tradizionali, si informano sul web e non in tv, hanno una percezione della realtà diversa rispetto a chi siede dietro una scrivania da posto fisso da 30 anni. Il precariato, la fuga all’estero, l’addio all’indipendenza, la difficoltà a creare qualcosa, qualunque cosa, sono la X certificata sul simbolo cinquestelle. Sibilia continui la meritoria battaglia, iniziata qualche anno fa, a testa bassa.

2 – Il Movimento Cinquestelle sta al radicamento sul territorio come Renzi sta all’inglese. Sono passati 4 anni dal boom delle Politiche 2013 ma niente si è fatto per ancorare il Movimento alle varie realtà territoriali. I meet-up sono delegittimati: nessuno può parlare o fare qualcosa a nome del Movimento senza essere o candidato o eletto, anche se questo Movimento ha contribuito a fondarlo. La selezione della classe “dirigente” grillina è un puntino nero nell’universo politico italiano. Un oscurantismo da web per un partito che dovrebbe fare della trasparenza il suo punto forte. “Bisogna migliorare in molte cose” – ha detto Sibilia. Se c’è interesse a farlo, aggiungo io.

3 – Io non credo che Carlo Sibilia voglia davvero candidarsi a sindaco nella prossima tornata amministrativa ad Avellino. Dopo 4 anni trascorsi in trincea, dopo aver vissuto tutte le fasi più importanti ed emotivamente trainanti dell’evoluzione dei cinquestelle, quando arriva la possibilità concreta di raggiungere il sogno di governare questo Paese, “accontentarsi” di un ruolo (se gli va bene) da consigliere comunale nella città capoluogo mi sembra piuttosto assurdo. Questa idea peregrina appare più come un tentativo di spostare l’attenzione da quella che è la realtà dei fatti: a pochi mesi dal voto non c’è ancora nessun candidato spendibile per quel ruolo.

4) Sibilia ha ammesso di aver fatto degli errori. Mi vien da pensare ai manifesti “berlusconiani” delle Amministrative 2016, al personalismo decontestualizzante caratterizzato da “pseudosfilate” con 15 persone intorno un pò stile De Mita-Mancino degli anni ’80 e ben lontane dallo stile grillino zainettoinspalla-treniregionali-gazebo-scooter, alle attività di raccordo “poco chiare” con la base, al poco tempo dedicato al radicamento sui vari territori. Il deputato avellinese ha forse seguito solo l’input nazionale ma, in questo senso, bisogna cambiare marcia. Si dia fiducia a chi ha aiutato a fondare questo Movimento, si chiariscano le dinamiche di selezione, si lavori per riedificare la struttura anche con i pezzi che in questi anni sono crollati. “Mica facile”, direbbe lui. Ma è giunto il tempo di prendersi determinate responsabilità. I prossimi mesi saranno decisivi, anche per Carlo Sibilia.