“Cinque anni spesi per l’Irpinia”: il bilancio di D’Agostino a Montecitorio

“Cinque anni spesi per l’Irpinia”: il bilancio di D’Agostino a Montecitorio

5 febbraio 2018

“Cinque anni spesi per l’Irpinia”: Comincia così il libro bianco di Angelo Antonio D’Agostino, l’imprenditore eletto alla Camera nel 2013 e ora candidato per la riconferma nel collegio di Avellino.

Un volume corposo, nonostante riporti solo parte dell’attività svolta dal parlamentare durante il suo mandato. Otto gli ambiti nei quali si è mosso l’onorevole di Montefalcione: Sud e Sviluppo, quello più consistente insieme ad Ambiente e Territorio e Agricoltura. E poi Sanità, Sociale, Cultura e Sicurezza. Ogni capitolo riporta buona parte degli atti di sindacato ispettivo, dei progetti di legge, e delle iniziative che il parlamentare ha assunto, anche in sinergia con Regione ed enti locali, per affrontare e risolvere le questioni che riguardano l’Irpinia, in primis quelle legate all’occupazione e allo sviluppo delle zone industriali e la bonifica della Valle del Sabato.

“Sono un imprenditore abituato alla concretezza, ai fatti e per niente incline alla fumosità che, purtroppo, spesso caratterizza la vita politica – afferma D’Agostino -. In questi cinque anni ho assolto il mio mandato avendo ben presente la realtà dalla quale provengo, quella di una provincia duramente colpita dalla crisi e dall’arretratezza che è propria del Mezzogiorno. La nostra provincia ha un urgente bisogno di infrastrutture che agevolino nuovi investimenti, solo così sarà possibile creare nuove occasioni di lavoro.”

“In questi anni – aggiunge – ho cercato di utilizzare al meglio tutte le prerogative che sono proprie del parlamentare per dare rappresentanza alle istanze della mia gente. Molte battaglie le abbiamo vinte, altre dobbiamo combatterle ancora per realizzare quei cambiamenti di cui l’Irpinia ha urgente bisogno.”

“Questo libro bianco – chiude D’Agostino – nasce dalla mia ferma convinzione che chi riveste un incarico pubblico debba sempre rendere conto ai cittadini del lavoro svolto in loro rappresentanza. E’ una questione non solo di trasparenza, ma soprattutto di rispetto nei confronti degli elettori.”