Ciampi: “Sfiducia, un tentativo di restaurazione”. Intanto guarda al fronte del dissesto

Ciampi: “Sfiducia, un tentativo di restaurazione”. Intanto guarda al fronte del dissesto

25 ottobre 2018

Marco Imbimbo – «La mozione di sfiducia è un tentativo di restaurazione dei vecchi sistemi di gestione del potere partitocratico». Non usa mezze parole il sindaco, Vincenzo Ciampi, per definire la decisione dell’opposizione di mettere fine alla sua amministrazione.

Non tutto è perduto, però, perché Ciampi proverà a giocarsi la carta del dissesto per evitare la fine anticipata della sua amministrazione. Se dovesse essere, infatti, la strada del dissesto quella che verrà intrapresa per risanare il Comune, potrebbe crearsi un cosiddetto “fronte del dissesto” a cui guarda il primo cittadino.

Siamo ancora nel campo delle ipotesi perché, in realtà, l’amministrazione ancora non ha scelto tra piano di riequilibrio e dissesto, anche se, nelle ultime ore, starebbe prevalendo questa strada. Il condizionale è d’obbligo visti i continui cambi di valutazione, ma anche le opinioni diverse all’interno della Giunta Ciampi.

Intanto c’è da guardare al presente e a quella mozione di sfiducia certa, che domani verrà consegnata al presidente del consiglio comunale. “Sono rispettoso dei procedimenti democratici, se l’opposizione vuole agire in questo modo allora ne prendo atto – spiega Ciampi. Da un punto di vista squisitamente politico, è un tentativo di restaurazione dei vecchi sistemi di gestione del potere partitocratico. Non a caso stanno tutti insieme senza differenziazione di colore politico, solo per fermare quel cambiamento che io volevo portare avanti. Insomma la sfida è tra restaurazione e cambiamento».

Il sindaco sottolinea di aver cercato il dialogo con tutte le forze politiche, senza riuscirci. L’unica sua colpa potrebbe essere quella di essersi «irrigidito sul cambiamento – spiega. Avevo promesso agli avellinesi che avrei cambiato il modo di gestire la cosa pubblica, quindi non potevo tradire la loro fiducia. L’unica mia responsabilità per il mancato dialogo, potrebbe essere questa mia rigidità sul cambiamento, ma non avrei mai fatto un passo indietro anche per una questione morale», sottolinea il primo cittadino.

Non tutto è perduto, però, perché la mozione di sfiducia andrà discussa entro massimo 30 giorni, un lasso di tempo importante in cui possono cambiare molte cose. «I margini per discutere e imboccare questa strada del cambiamento ci sono ancora, serve la volontà politica da parte degli altri», spiega Ciampi.

Il dissesto, se dovesse essere dichiarato, potrebbe essere l’ultima carta da giocarsi per evitare la fine anticipata della sua amministrazione. «A breve abbiamo un evento decisivo per la città: l’approvazione del consuntivo e il rimedio da adottare – ricorda il primo cittadino. Qualora dovesse passare l’ipotesi del dissesto, potrebbe essere un elemento di rottura rispetto al passato perchè creerebbe le condizioni per intraprendere un discorso di governo di solidarietà».

Tra l’altro l’eventuale dichiarazione di dissesto passerebbe sempre per l’Aula e, a quel punto, molti consiglieri si troverebbero messi all’angolo. «Andrebbe approvato dal Consiglio – ricorda Ciampi – quindi chi si assume la responsabilità di farlo poi non può andarsene a casa il giorno dopo».