Chiudono le case di riposo: la denuncia del consigliere regionale D’Ercole

2 maggio 2005

Avellino – E’ spesso il fiore all’occhiello delle amministrazioni, il punto di forza su cui fanno leva programmi elettorali e progetti istituzionali. Ma l’assistenza alle fasce deboli, ed in particolare agli anziani non autosufficienti, è sempre più costretta a scontrarsi con la dura legge della burocrazia. E così le ‘salde fondamenta’ della nostra società diventano ‘vittime’ di un sistema che è abituato a ragionare in termini numerici. Dal 28 aprile 2005, per effetto dell’art. 15 della legge regionale n. 8/2003, infatti, le case protette che ospitavano anziani bisognosi di assistenza devono considerarsi chiuse. Al loro posto dovrebbero funzionare le Residenze Sanitarie Assistite. Un condizionale d’obbligo considerando che queste ultime “hanno difficoltà ad operare perché la Regione Campania non ha ancora precisato in maniera definitiva i requisiti per l’accreditamento”. In poche parole niente case di riposo e niente strutture attrezzate. A gettare luce sulla questione l’onorevole Franco D’Ercole che, rivolgendosi alle autorità preposte, sollecita un urgente, quanto opportuno, intervento chiarificatore al fine di eliminare il disagio a cui sono sottoposti sia gli utenti che gli operatori e per evitare che le diverse AA.SS.LL. siano indotte ad assumere iniziative tra loro contraddittorie. Prima che la situazione diventi drammatica, insomma, è necessario che la Regione si attivi per mettere in condizione di poter lavorare tutte quelle strutture che potenzialmente presenterebbero i requisiti utili per la domanda di accreditamento. “Al momento – conclude D’Ercole – le case di riposo continuano a prestare un servizio alternativo che assicura, alle persone anziane che vi si trovano ricoverate, l’assistenza e le cure necessarie”. Una situazione che, agli occhi di molti, ha dell’incredibile e per questo attende una soluzione tempestiva. (di Marianna Morante)