Cgil: “Suicidi in Irpinia, emergenza sociale figlia della crisi”

24 luglio 2014

La Cgil, in una nota, tratta il tema delicato dei suicidi in Irpinia, “emergenza sociale figlia della crisi e dell’inadeguatezza delle istituzioni, una debolezza e disagio da arginare con serie politiche sociali di sostegno”.
“Ancora una volta dobbiamo registrare con dolore il triste primato irpino di provincia italiana con il maggior numero di suicidi”. Un fenomeno che si è acuito, riportando l’estrema drammaticità del “male di vivere” ma anche della difficoltà di giovani e meno giovani a sostenere il disagio economico e sociale determinate dalla mancanza di prospettive occupazionali e di realizzazione personale. Gli ultimi due dolorosi episodi dimostrano che la geografia del disagio irpino è purtroppo generalizzata e comune a tutte le realtà. Le motivazioni più frequenti alla base della decisone di farla finita afferiscono alle difficoltà lavorative ed economiche, inasprite dalla crisi che ormai da tre anni incide sulla stabilità emozionale delle persone e delle fasce sociali più deboli.Non è solo la mancanza di lavoro e di prospettive, però, che determina azioni estreme nei soggetti più deboli.Il fenomeno dei suicidi in Irpinia ha ormai assunto i connotati di una enorme emergenza sociale. Non possiamo accettare il primato funesto di provincia depressa e chiediamo che le istituzioni e la politica, insieme agli operatori del sociale si interroghino sui motivi e sulle soluzioni da adottare per arginare questo fenomeno.Registriamo, purtroppo, l’inadeguatezza e la sordità della politica a farsi carico dei problemi reali delle persone. Da mesi, ormai assistiamo stancamente al dibattito sulle riforme senza che nessuna di questa prenda forma, allo stesso tempo, sul piano locale l’interesse della politica è tutto orientato al posizionamento strategico, ai giochi di forza e ai tatticismi per occupare i posti di comando”.
“La CGIL di Avellino ritiene necessario e non più rinviabile un confronto concreto sulle problematiche reali delle persone, e sul fenomeno dei suicidi la costituzione di una rete che sappia interpretare il disagio ed arrivi ad attuare una seria politica sociale e di sostegno per chi non riesce più a sopportare il disagio quotidiano, in particolar modo legato alla crisi ed alla mancanza di occupazione”.

“Dall’inizio dell’anno abbiamo registrato 20 suicidi – afferma Adele Giro – le motivazioni sono sempre le stesse, la perdita del lavoro, la crescente solitudine, la distanza delle istituzioni, la mancanza di un politica di supporto ed assistenza sul versante sociale e lo sfaldamento della comunità, intesa sia come nucleo di protezione fisiologico, sia nelle forme tradizionali, scuola, famiglia, spazi ricreativi e di socializzazione. Il fenomeno dei suicidi è il doloroso effetto diretto del taglio nutrito alle politiche sociali. La CGIL chiede l’immediata attivazione di un tavolo sociale che adeguatamente supportato dalle strutture sanitarie e dalle istituzioni politiche, riesca a monitorare bisogni, difficoltà e riesca a prevedere un sistema organico di intervento e supporto, sia economico che psicologico”.
“Se necessario – aggiunge Vincenzo Petruzziello, segretario provinciale della CGIL di Avellino – chiediamo l’attivazione di una commissione “Emergenza sociale”. Da diverso tempo, in numerose occasioni che hanno analizzato e misurato il fenomeno delle nuove povertà, in collaborazione con il mondo dell’associazionismo e del volontariato, abbiamo lanciato l’allarme finora inascoltato da parte delle istituzioni competenti. La Cgil quotidianamente registra presso le proprie sedi e con i propri operatori, l’aumento del disagio economico dei cittadini, delle fasce già deboli, sia sotto il profilo economico che psicologico. Alla perdita del salario – aggiunge Petruzziello – si soma la perdita di punti di riferimento. Su quest’ultimo aspetto la politica e le istituzioni hanno il dovere e hanno le disponibilità necessarie per intervenire ad argine del fenomeno per costituire una rete di protezione e supporto, che con discrezione e professionalità mitighi gli effetti del disagio”.