Cgil: “Forestali portati in Questura intollerabile azione di forza”

9 dicembre 2013

La CGIL di Avellino, unitamente alla Flai CGIL di Avellino manifesta lo sdegno e condanna duramente l’azione praticata questo pomeriggio a danno dei lavoratori della Comunità Montana Irno – Solofana, che sono stati fermati dalla Polizia e condotti in questura e rilasciati solo dopo l’intervento dei vertici della CGIL nazionale presso il Ministero dell’interno. Contro i lavoratori che manifestano pacificamente nei pressi di Palazzo Santa Lucia per chiedere il pagamento di 19 mesi di spettanze arretrate è stata messa in atto una ignobile azione che non tiene contro del disagio che stanno vivendo i lavoratori e che mira ad indebolire il movimento di lotta pacifico.
“Si tratta di una decisione inaccettabile – dice il segretario provinciale della CGIL di Avellino, Vincenzo Petruzziello – da parte della Questura di Napoli che ha trattato pacifici lavoratori ormai disperati alla stregua di delinquenti. Rispetto a tali decisioni si corre il pericolo di allontanare dal sindacato i lavoratori e dare invece spazio a movimenti di lotta spontanei e meno controllabili che possono davvero mettere a rischio la tenuta democratica. Non dimentichiamo che questi lavoratori oltre ad attendere da oltre un anno e mezzo gli stipendi arretrati ed oltre a presidiare da giorni la regione senza ottenere audizione, hanno già dovuto subire la drammatica esperienza di un loro collega suicidatosi per le difficoltà economiche derivanti dal mancato pagamento dello stipendio. Condanniamo – conclude Petruzziello – la scelta fatta dai vertici della Questura e condanniamo l’atteggiamento della Regione Campania, del Presidente Caldoro e dell’Assessore all’Agricoltura, Nugnes, che continuano ad avere una posizione di non collaborazione e di indisponibilità, nei confronti dei lavoratori e delle sigle sindacali, da sempre disposte alla trattativa”.
Alle dichiarazioni del segretario provinciale della CGIL fanno eco quelle del segretario di categoria, Aniello vece, tra i dieci fermati dalla Questura: “Mi mancava l’esperienza dell’arresto di polizia – dichiara Vece – soprattutto attuato di forza e con un fermo durato diverse ore. La nostra azione pacifica è stata interrotta con un intervento di polizia, ed ancora attendiamo di incontrare i vertici della Regione Campania. La nostra lotta continuerà con il presidio permanente, fin quando non saranno disposte le risorse necessarie al pagamento degli stipendi ai lavoratori”