Cgil, appello a sindaci e Regione: “L’Alto Calore si può ancora salvare”

Cgil, appello a sindaci e Regione: “L’Alto Calore si può ancora salvare”

25 luglio 2018

Marco Grasso – De Stefano si prepara a lasciare la guida dell’Alto Calore e la Cgil attende i prossimi passi, soprattutto per conoscere il piano di salvataggio che, lunedì 30 luglio, il presidente dovrebbe presentare in assemblea ai sindaci. Le sue intenzioni saranno in ogni caso più chiare venerdì, quando incontrerà la stampa per anticipare le linee guida del piano e per ufficializzare una decisione nell’aria da diverse settimane. Le sue dimissioni, che sarebbero anticipate di circa un anno rispetto alla naturale scadenza, sono date praticamente per scontate.

“Il piano – precisa il segretario provinciale della Cgil Franco Fiordellisi – dovrebbe essere la prosecuzione della discussione fatta in Regione qualche settimana fa”. La strategia immaginata da De Stefano parte infatti da un’efficace opera di risanamento finanziario dei debiti pregressi, ma anche dal significativo impegno economico assunto poche settimane fa dalla Regione Campania per le infrastrutture idriche strategiche.

Domani, giovedì 26 luglio, potrebbe arrivare l’ok definitivo dalla giunta regionale allo stanziamento di oltre 50 milioni di euro per i prossimi tre anni per riqualificare il sistema infrastrutturale dell’Alto Calore. “L’intervento regionale attiverebbe progetti utili a ridurre i costi e migliorare il servizio”, aggiunge il segretario della Cgil. Un passaggio fondamentale per dare ancora una prospettiva all’ente di Corso Europa ed evitare il commissariamento.

Ma bisognerà agire anche su altri fronti. “Crediamo sia necessario aggredire le morosità e razionalizzare la spesa. Il presidente dice di aver fatto molto in questo senso, noi crediamo che si debba fare di più. La situazione finanziaria di Alto Calore è pesantissima, e non si può pensare di far pagare il conto solo ai lavoratori”, osserva Fiordellisi.

Quella dei prepensionamenti è una delle leve sulle quali agire per affrontare il nodo personale. La pianta organica è stata già ridotta di un centinaio di unità anche se, al momento, sarebbero solo 21, sui 67 profili individuati, i dipendenti interessati alla finestra definita in accordo con l’Inps. “Bisogna investire anche in formazione spinta, riqualificazione e riconversione del personale”.

Fiordellisi chiama in causa anche i sindaci-soci. “Credo tocchi anche a loro dare un contributo importante per il salvataggio di un ente fondamentale per l’economia della nostra provincia. E’ ancora possibile immaginare un percorso di crescita e sviluppo solo se ognuno fa la propria parte fino in fondo. E’ chiaro che il passaggio in Regione diventa in questo senso decisivo. Senza quelle risorse diventerebbe tutto ancora più complicato”.

La Cgil rimarca la necessità di investimenti da parte della Regione soprattutto nel servizio idrico integrato. Per la Cgil Irpina resterebbe utile “un’unica azienda speciale pubblica che inglobi anche gli impianti di depurazione Cgs. Il sistema ambientale irpino, e quindi idrico, va tutelato con ogni mezzo e la Regione, il pubblico dovrebbe garantire proprio questo. Come sindacato ci metteremo tutto quanto nelle nostre possibilità per dare un contributo fondamentale”.