Cessione Avellino, scaduto l’ultimatum: la situazione

Cessione Avellino, scaduto l’ultimatum: la situazione

30 novembre 2019

di Claudio De Vito. Il mezzogiorno di fuoco è trascorso senza acuti e la trattativa rischia di saltare. La cordata Izzo-Circelli aveva fissato alle 12 la deadline per proseguire il dialogo in vista dell’acquisizione dell’Unione Sportiva, ma dal fronte Sidigas non sono arrivate le tanto attese dimissioni dal consiglio di amministrazione di Claudio Mauriello e Gianandrea De Cesare. Condizione necessaria per subentrare, onde evitare di ritrovarsi fianco a fianco – vecchio e nuovo corso – in vista degli adempimenti del 16 dicembre.

Non è dato sapere se i due attori del triumvirato in seno al cda dell’Avellino – il terzo è il già dimissionario Sandro Iuppa – intendono mollare la presa, se lo faranno oggi o domani. Oppure lunedì con una presa d’atto definitiva e decisiva ai fini del passaggio di consegne. Sì perché lunedì, alla vigilia dell’udienza presso la sezione fallimentare programmata per discutere dell’accordo fra Sidigas e creditori, ci sarebbe teoricamente ancora il margine per il closing da celebrare con l’agognato rogito notarile.

Non però secondo Luigi Izzo e Nicola Circelli, stufi dello stallo e a quanto pare intenzionati a fare un passo indietro dando seguito a quanto espresso nel comunicato diramato nella serata di ieri. I due imprenditori sanniti ritengono di non poter andare oltre in termini sia di tempo che di mosse, tutte effettuate secondo la procedura. Nel loro entourage si respira un clima di sfiducia, oltre che di nervosismo, verso l’operazione: se si dovesse concludere, sarebbe un vero colpo di scena perché delle dimissioni fuori tempo massimo non saprebbero che farsene. E ciò perché si è atteso già troppo, considerando che già il 15 novembre fu piazzato un ultimatum.

Insomma la matassa diventa sempre più difficile da sbrogliare. Anche perché Sidigas crede nei positivi risvolti che l’appuntamento del 3 dicembre in tribunale può produrre. Pertanto un rilancio dell’attuale proprietà prende sempre più corpo, come anche l’eventualità di un rinvio del dialogo al post 16 dicembre. Ovviamente a patto che la società ora in sella paghi stipendi e contributi di settembre e ottobre. Ma in questa partita a scacchi carica di tensione, diventa davvero complicato azzardare scenari.