Cessione Avellino Calcio, i romani si ritirano: il punto sulle trattative

Cessione Avellino Calcio, i romani si ritirano: il punto sulle trattative

5 novembre 2019

di Claudio De Vito. Alla vigilia del tanto atteso giorno fissato per la presentazione del piano di rientro da parte di Sidigas, il quadro relativo ai potenziali acquirenti dell’Unione Sportiva Avellino resta in costante evoluzione. Domani la sezione fallimentare del Tribunale di Avellino conoscerà le intenzioni dell’azienda di distribuzione del gas relativamente alla consistente massa debitoria, verso l’erario ma non solo.

Il piano di concordato in bianco dirà infatti come Sidigas vorrà soddisfare gli interessi dei vari creditori. E così c’è attesa per capire se l’asset calcio sarà inserito nel piano, il che significherebbe che la cessione del club sarebbe davvero imminente o comunque programmata per il breve periodo. Al contrario, il mancato deposito del piano spalancherebbe al gruppo le porte del fallimento.

Intanto c’è da registrare il forfait della cordata romana guidata dal costruttore Andrea Fabrizi che ha desistito dal tentativo di rilevare l’Avellino. Lo ha fatto sapere il consulente Bruno Iovino motivando il passo indietro con il venir meno di uno dei soggetti inizialmente intenzionati ad intavolare una trattativa concreta. Resterebbero allora sul tavolo dell’amministratore delegato di Sidigas Dario Scalella e dell’amministratore giudiziario Francesco Baldassarre due offerte.

Da un lato c’è AP Green che però già oggi, o al massimo domani, potrebbe accodarsi ai romani ritirando l’offerta di un milione e 100mila euro formulata circa tre settimane fa. L’imprenditore battipagliese Antonio De Sarlo non è disposto ad attendere ancora, nonostante il dialogo con Sidigas avesse portato nei giorni scorsi ad un confronto costruttivo sulle modalità di rateizzazione della cifra d’acquisto.

Un disimpegno dell’azienda serinese favorirebbe così la cordata coordinata dall’ex direttore sportivo della Casertana Aniello Martone che offre la stessa cifra. Al suo interno ci sarebbe un imprenditore campano, il costruttore sannita Luigi Izzo, che a quanto pare non ha mai abbandonato l’idea di fare calcio in Irpinia al di là delle smentite di facciata. E ci sarebbe anche la partecipazione di Nicola Di Matteo, ex amministratore delegato del Teramo.

Da Maddaloni invece è giunta una manifestazione d’interesse per il tramite di un professionista irpino. Si tratterebbe di un gruppo accostatosi alle sorti dell’Avellino Calcio per il tramite di relazioni politiche. L’idea in tal caso potrebbe essere quella di subentrare non attraverso un’acquisizione di quote, ma con un’operazione in stile Scandone che prevederebbe un mero cambio di guardia gestionale.

La proprietà infatti rimarrebbe Sidigas, che con un’opzione simile si libererebbe del peso economico del calcio per un certo periodo di tempo. Un’operazione ammessa per il basket e non è chiaro se e in che misura lo è anche dalla Figc per il calcio. Le Noif vietano la multiproprietà nello stesso settore professionistico, ma non ostacolerebbero la momentanea “cessione” del management.