Cervinara – Nessuna celebrazione per l’anniversario dell’alluvione

17 dicembre 2005

16 dicembre 1999: una data che ha segnato la triste svolta nel comune di Cervinara, il giorno in cui la violenza della natura attraverso una inaspettata alluvione trascinò via cinque vite insieme a case, strade e fanghiglia. I cittadini, come è giusto che sia, non dimenticano, ma nonostante tutto nessuna celebrazione ha avuto luogo in occasione del sesto anniversario. Rassegnazione e rabbia per i cittadini che hanno assistito al cadere nell’oblio di quella che rappresentò una vera e propria tragedia. E non è bastato il gesto, seppur apprezzabile, del sindaco Franco Cioffi, che ha portato sulle tombe delle cinque vittime cuscini di fiori, per giustificare l’assenza di un momento di riflessione su quanto accaduto. Da qui le riflessioni dei cittadini che lamentano “il grave disinteresse sulla vicenda, e la dimostrazione della scarsa sensibilità di quanti rivestono responsabilità amministrative e istituzionali”. Rispetto a questa presa d’atto la popolazione delle frazioni di Cervinara più colpite dalla catastrofe, si mostra rassegnata, avendo da “tempo perso fiducia nei confronti di coloro che avrebbero dovuto garantire diritti e certezze”. Così la sera di questo triste anniversario, Piazza Ioffredo, epicentro dell’alluvione, si è presentata come il se il tempo si fosse fermato a quella tragica notte: case ancora sventrate, i segni del fango ancora visibili all’altezza dei primi piani dei palazzi, i ruderi delle case spazzate via dall’ondata di detriti. I ritardi per la ricostruzione da parte del competente Commissariato Regionale hanno persino ‘costretto’ l’assessore Mario Picca, nei mesi scorsi, a rivolgersi in maniera diretta al Governatore Bassolino per intervenire e risolvere la situazione di degrado. Un gesto che, tuttavia, non ha ottenuto riscontri. Fino ad oggi, infatti, è stato portato a termine solo qualche lavoro per la sistemazione delle “catene” del torrente Castello. Poi tanti progetti, tantissimi incartamenti, ma fatti: zero. “Occorre uscire da questa situazione di stallo. E’ necessario restituire dignità alla gente delle frazioni Ioffredo e Castello ricostruendo, senza progetti faraonici, quanto è stato portato via. Infine occorre mettere in sicurezza la montagna per consentire una vita più tranquilla e sicura. Cose elementari che la burocrazia da una parte e l’indifferenza di chi governa dall’altra non fanno realizzare”.


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