Centro storico pedonale, ecco la proposta di “Ossigeno”

Centro storico pedonale, ecco la proposta di “Ossigeno”

14 novembre 2017

Valorizzare il centro storico, renderlo vivo e fruibile attraverso un ragionato piano di pedonalizzazione integrato con il sistema di mobilità pubblico ed un piano per le aree di sosta a servizio del cuore antico della città.

In un Circolo della Stampa che ha accolto tantissimi cittadini, commercianti e curiosi, l’associazione Ossigeno ha presentato le sue idee per il futuro del centro storico di Avellino, un futuro che passa attraverso lo stop alle auto in un’area limitata ma strategica.

“Così com’è il centro storico muore. Pedonalizzazione, Dogana e decoro le tre parole chiave per rilanciarlo subito” spiega Luca Cipriano promotore dell’iniziativa che è il frutto di un lavoro avviato dall’associazione lo scorso mese di giugno, con incontri e confronti con i residenti ed i commercianti della zona.

A presentare lo studio di fattibilità è stato l’ingegnere Errico Perillo, che ha studiato i flussi del traffico nella zona d’interesse ed ha elaborato ipotesi, fino a giungere a quella che potrebbe essere una soluzione realizzabile con un minimo sforzo progettuale ed economico.

“In tutte le città – ha osservato Errico Perillo – i centri storici costituiscono il cuore pulsante della vita cittadina: sono luoghi di incontro, in cui pullula la vita culturale e sociale, ma anche zone in cui, specie nelle ore serali, le attività commerciali accolgono numerosi avventori, molti dei quali magari provenienti dalle aree limitrofe. Con il nostro gruppo di lavoro, abbiamo verificato che ad Avellino così non è. E ci siamo chiesti il perchè. La differenza principale, rispetto a quanto accade altrove, e penso a Napoli, Salerno o Cava giusto per rimanere in città a noi vicine, consiste nel fatto che Avellino è l’unica città in cui il centro storico non è pedonale. Il che lo limita molto”.

Ed allora, in collaborazione con ricercatori dell’Università degli Studi di Salerno, in un team di lavoro che ha visto impegnati diversi soci, l’associazione Ossigeno ha individuato una possibile alternativa, che consiste nel rendere pedonale l’area compresa tra via Nappi e la Collina della Terra, in una ideale estensione dell’isola pedonale che parte da Corso Vittorio Emanuele.

Sono stati studiati i flussi del traffico, considerando lo scenario che si potrebbe presentare nel momento in cui – si spera nel breve periodo – venga aperto il tunnel in entrambe le direzioni di marcia.

“La chiusura al traffico veicolare di una parte del centro storico non avrebbe grosse ricadute sull’economia generale della mobilità cittadina – osserva Perillo – ma comporterebbe enormi benefici in termini di vivibilità dell’area, sia sotto il profilo ambientale che culturale e sociale”.

L’idea di pedonalizzazione del centro storico dell’associazione Ossigeno andrebbe ad integrarsi sia con il sistema dei trasporti pubblici sia, soprattutto, con l’individuazione di due aree per la sosta, individuate nell’ex Mercatone, oggetto proprio in questi giorni di un project financing per il recupero definitivo, e in Campetto Santa Rita.

“Nel primo caso – aggiunge Luca Cipriano, presidente dell’associazione Ossigeno – il parcheggio sarebbe gestito da privati, mentre nel caso di Campetto Santa Rita, trattandosi di area pubblica, sarebbe auspicabile applicare tariffe agevolate nel corso della giornata e rendere l’area completamente gratuita a partire dalle 20, in modo da incentivare la sosta in un parcheggio che, in pratica, è a ridosso del centro storico”.

Ma al di là degli aspetti legati alla mobilità, ciò che appare centrale nel progetto di Ossigeno è il forte impatto che la pedonalizzazione del centro storico potrebbe avere in termini di valorizzazione dei beni culturali e dell’indotto economico.

“Poter girare a piedi il centro storico significa riscoprire il fascino della lentezza e l’enorme patrimonio culturale che è concentrato in quest’area della città – ha ricordato Luca Cipriano -. Forse dimentichiamo che tra edifici storici, monumenti, chiese con i tesori in esse conservati in questo spicchio di Avellino c’è tutta la nostra storia. Un museo diffuso di cui, proprio perchè abbiamo una fugace contezza, ci siamo ormai dimenticati.

Una pedonalizzazione dell’area compresa tra via Nappi e Piazza Duomo, inoltre, darebbe un forte impulso anche alle numerose attività commerciali presenti in zona, a cominciare da quelle del settore della ristorazione che potrebbero vivere una rinnovata stagione che, non dimentichiamolo, significherebbe anche promozione dell’Irpinia e dei suoi prodotti di punta, che sono quelli del segmento enogastronomico”.

Alla discussione, hanno portato il loro contributo cittadini, commercianti e due giornalisti, Pierluigi Melillo (direttore Ottochannel) e Marco Staglianò (direttore Orticalab) che dal loro particolare punto di osservazione quotidianamente raccontano e commentano le vicende cittadine.

Intanto, domani, nella seconda giornata che l’associazione Ossigeno dedica al recupero del centro storico (l’appuntamento è sempre al Circolo della Stampa a cominciare dalle 16), si partirà da un evento triste che la città quasi ha dimenticato: tra pochi giorni ricorreranno i 25 anni dallo spaventoso incendio che nel mese di dicembre del 1992 distrusse il palazzo della Dogana.

E proprio la Dogana sarà al centro del progetto che presenterà Ossigeno alla presenza del Sovrintendente del Teatro di San Carlo di Napoli, Rosanna Purchia, e dell’artista avellinese Ettore De Conciliis.