Centrale di Cassano, intervento tecnico terminato. Si va verso il ritorno dell’acqua

Centrale di Cassano, intervento tecnico terminato. Si va verso il ritorno dell’acqua

31 Luglio 2020

L’intervento tecnico resosi necessario per porre rimedio al fermo di una macchina per surriscaldamento della centrale di Cassano ed alla rottura della saracinesca di linea della centrale stessa è stato completato nella mattinata della giornata odierna, con largo anticipo rispetto alle previsioni.

Con il passare delle ore, sarà ripristinata la normale erogazione idrica in tutti i comuni interessati.

A comunicarlo è lo stesso presidente dell’Alto Calore, Michelangelo Ciarcia. Il quale prosegue: “Si coglie l’occasione per rammentare che gli anzidetti lavori, di notevole portata e complessità, rappresentano l’ennesima attività di carattere straordinario che questa Società ha realizzato recentemente per ottimizzare e razionalizzare la distribuzione idrica, al fine di ridurre i disagi alla popolazione: negli ultimi mesi sono stati realizzati interventi di ragguardevole entità a Solopaca, presso la centrale di Fontana dell’Olmo, cui si aggiungono la riattivazione del campo pozzi di Montoro e i lavori di manutenzione sulle condotte adduttrici conseguenti alle continue rotture a Lapio, Castelfranci e Castelvetere”.

“Va, altresì, chiarito che tutte le sopra descritte indifferibili attività sono avvenute in un contesto di perdurante criticità dovuto all’aumento dei consumi e alla precaria condizione delle reti idriche stesse: siffatta situazione ha reso ancor più complessa la gestione dell’erogazione idrica e ha, purtroppo, aumentato i disagi per gli utenti”.

“Questa Società assicura un impegno continuo, attraverso il proprio personale, per fornire il miglior servizio ai cittadini, richiamando anche i dipendenti dalle ferie per tentare di limitare le criticità”.

“Duole, pertanto, dover leggere critiche, provenienti precipuamente da chi ha poca o nulla conoscenza della materia e sovente si nasconde dietro una tastiera, in merito alla presunta scarsa efficacia dell’azione di ACS”.

“Nel merito occorre fornire alcuni chiarimenti.

In primo luogo, assume i contorni della fantasia e, a tratti, della menzogna la notizia per cui ACS fornirebbe acqua all’Acquedotto Pugliese: non solo tanto non corrisponde a verità ma, anzi, rovescia la realtà stessa, in quanto questa Società richiede, da tempo immemore, il ristoro economico per la risorsa idrica irpina che un provvedimento risalente al ventennio fascista assegna alla Regione Puglia.

In seconda istanza, circa il 50% dell’acqua che ACS immette nel sistema acquedottistico viene disperso a causa delle perdite idriche: ACS fornisce circa 2.400 l/s mentre ai cittadini, a causa delle reti idriche fatiscenti e vetuste, ne arrivano soltanto 1.200.

In proposito, contrariamente a quanto molti pensano o a ciò che in molti suggeriscono alla popolazione ignara, le reti che distribuiscono la risorsa idrica all’interno dei Comuni sono di proprietà delle stesse Amministrazioni Comunali e questa Azienda è tenuta esclusivamente alla manutenzione ordinaria; per ulteriore chiarezza, mentre questa Società può solo riparare le condotte ai Comuni spetta la loro sostituzione: per tale ragione, da anni ACS chiede, spesso inascoltata, alle Amministrazioni di programmare interventi sulle reti idriche, reperendo i relativi fondi, proprio per evitare che ogni estate ci sia l’emergenza idrica.

Questa Società assicura, quindi, il servizio in una condizione di straordinaria difficoltà gestionale, cui la professionalità e la capacità della forza lavoro di ACS riesce a porre rimedio: va rivolto un sincero e sentito ringraziamento ai responsabili gestionali e al personale tecnico, che, nonostante tutto quanto chiarito, riesce nel miracolo quotidiano di portare l’acqua nelle case della gente

E’ di tutta evidenza che, malgrado tutti questi sforzi, non sempre si riesce nell’intento: si chiede scusa dei disagi patiti ma gli utenti debbono essere certi che questa Azienda lavora costantemente perché si riducano le criticità nell’approvvigionamento idrico”.