Cemento illegale, maglia nera di Legambiente per Avellino

Cemento illegale, maglia nera di Legambiente per Avellino

4 luglio 2019

Cemento illegale, Avellino e Napoli maglie nere a livello nazionale. Ammontano infatti, rispettivamente, a 408 e 317 le infrazioni accertate e contenute nel Rapporto di Legambiente “Ecomafia 2019. Le storie e i numeri della criminalità ambientale in Italia”.

La Campania domina la classifica regionale con 1.169 infrazioni, davanti alla Calabria (789), Puglia (730), Lazio (514) e Sicilia (480).

Dati decisamente poco edificanti anche sul fronte delle illegalità ambientali. Gli illeciti, come registrato da Legambiente, ammontano nella nostra regione a 3.862 (14,4% sul totale nazionale). Seguono Calabria (3.240) – che registra comunque il numero più alto di arresti, 35 -, Puglia (2.854) e Sicilia (2.641).

La Toscana è, dopo il Lazio che ha registrato poco più di 2.000 reati, la seconda regione del Centro Italia per numero di reati (1.836), seguita dalla Lombardia, al settimo posto nazionale.

La provincia con il numero più alto di illeciti si conferma Napoli (1.360), poi Roma (1.037), Bari (711), Palermo (671) e Avellino (667).

Il bilancio complessivo dei reati contro l’ambiente passa dagli oltre 30mila illeciti registrati nel 2017 ai 28.137 reati accertati lo scorso anno, soprattutto a causa della netta flessione degli incendi boschivi (-67% nel 2018) e in parte alla riduzione dei furti di beni culturali (-6,3%). Diminuiscono le persone denunciate, 35.104 contro le oltre 39mila del 2017, così come quelle arrestate, 252 contro i 538 del 2017, e i sequestri effettuati, 10mila contro gli 11.027 del 2017. Il 45% delle illegalità ambientali registrate in tutto il Paese, pari a 12.597, si è concentrato in quattro regioni del Sud: Campania, Calabria, Puglia e Sicilia.

(Foto di repertorio)