Catanzaro-Avellino, nuova tappa del processo infinito

Catanzaro-Avellino, nuova tappa del processo infinito

20 febbraio 2018

Claudio De Vito – Il processo sportivo per la presunta tentata combine di Catanzaro-Avellino del 5 maggio 2013 si arricchisce di una nuova tappa ulteriore a quella già fissata dell’11 aprile, quando si terrà l’udienza-bis d’appello davanti alla Corte Federale. Cinque giorni prima, venerdì 6 aprile, infatti la Procura Federale ascolterà Ambra Cosentino il cui deferimento per omessa denuncia fu stralciato dall’accusa nel corso del procedimento.

La figlia di Giuseppe Cosentino, all’epoca dei fatti membro del CdA del club giallorosso, era stata deferita il 27 novembre, salvo poi vedersi revocare il procedimento a suo carico. Dallo stralcio della posizione di Ambra Cosentino derivò l’eccezione preliminare di carattere procedurale promossa dai legali delle parti in causa sull’inammissibilità di tutti i deferimenti formulati (quelli riguardanti i soggetti coinvolti per presunto illecito sportivo ed altri due per omessa denuncia).

Il Tribunale Federale Nazionale, nel motivare il verdetto di proscioglimento emesso il 19 dicembre, esordì ritenendo “di poter prescindere dall’esame delle eccezioni preliminari, in ragione del fatto che il deferimento appare infondato”. Il TFN si concentrò direttamente sulla carenza probatoria dell’accusa, ma con l’audizione di Ambra Cosentino la questione preliminare procedurale torna d’attualità aspettando l’udienza dell’11 aprile.

Dovrebbe trattarsi di un’operazione meramente formale da parte della Procura Federale che sul piano sostanziale invece proverà ad introdurre in appello gli atti acquisiti dalla magistratura ordinaria, ovvero l’informativa di reato della Guardia di Finanza e la richiesta di custodia cautelare del Gip di Palmi.

Le difese si sono già opposta una settimana fa nell’udienza davanti alla Corte Federale d’Appello che ha disposto il rinvio per consentire a tutte le parti del processo di conoscere gli atti riguardanti il verdetto Cozza presso la Commissione Disciplinare del Settore Tecnico (condanna a 9 mesi di squalifica più 11.900 di ammenda con ricorso già inoltrato).

Se pure gli atti dell’inchiesta penale dovessero entrare in giudizio, i legali di Catanzaro e Avellino continuano a far sapere di non temere alcun ribaltamento. “Non c’è nulla che possa cambiare il quadro accusatorio rispetto al primo grado” aveva assicurato l’avvocato Innocenzo Massaro, legale di Walter Taccone, giovedì scorso durante Mixed Zone in onda su Irpinianews, aggiungendo che: “E’ poco probabile che l’11 aprile si possa definire il processo perché la Corte dovrà decidere se acquisire o meno l’ordinanza e l’informativa, e nell’ipotesi in cui lo farà, si dovranno mettere i difensori nelle condizioni di prendere visione di questi atti e di poter interloquire sugli stessi”.