Catanzaro-Avellino, verso l’appello di Carnevale: ci sarà poco da scherzare

Catanzaro-Avellino, verso l’appello di Carnevale: ci sarà poco da scherzare

8 febbraio 2018

Claudio De Vito – Che non era finita lo si sapeva dal 21 dicembre (data del deposito del ricorso della Procura Federale contro il proscioglimento del Tribunale Federale Nazionale), ma che si dovesse penare ancora Avellino e Catanzaro probabilmente non lo avevano messo in conto. Soprattutto dopo lo slittamento dell’appello davanti alla Corte Federale oltre la sosta dei rispettivi campionati, fatto ai più parso indicativo di una conferma dell’orientamento di segno positivo del primo grado.

Nulla di tutto ciò: il 13 febbraio in aula a Roma le difese dei due club e dei tesserati coinvolti nel presunto tentativo di combine datato 5 maggio 2013 dovranno battagliare con il coltello tra i denti. Non sarà affatto una passeggiata.

La Procura Federale ha infatti depositato qualche giorno fa gli atti prodotti a Palmi a conclusione delle indagini dell’inchiesta penale nell’ambito della quale i pubblici ministeri ritengono responsabili di frode sportiva l’ex presidente del Catanzaro Giuseppe Cosentino, l’ex direttore sportivo giallorosso Armando Ortoli, l’ex attaccante dei catanzaresi ora al Catania Andrea Russotto, il presidente dell’Avellino Walter Taccone ed il diesse biancoverde Vincenzo De Vito.

Una mossa che a pochi giorni dall’udienza di secondo grado che ha spiazzato i legali di parte nel processo sportivo iniziato lo scorso 15 dicembre con le pesanti richieste dell’accusa davanti al Tribunale Federale Nazionale: retrocessione all’ultimo posto nel campionato in corso e tre punti di penalizzazione in quello successivo per i due club e inibizioni di varia durata per i soggetti coinvolti nella vicenda. Quattro giorni dopo la vittoria parziale con la sentenza del TFN che mise in forte imbarazzo i pm federali, i quali però sono tornati alla carica con gli elementi penali.

L’udienza di martedì inizierà alle 15. La Procura Federale ribadirà le richieste neutralizzate dal tribunale di primo grado, poi la parola passerà alle difese. In ultima battuta, i giudici della Corte Federale d’Appello dovranno decidere se confermare la sentenza di proscioglimento emessa dal collegio presieduto da Cesare Mastrocola o ribaltare il verdetto.

Un bivio non da poco perché questa volta sul piano sportivo si deciderà sulla base degli atti penali giunti direttamente da Palmi. In altre parole la giustizia sportiva dovrà valutare se discostarsi o meno dalle valutazioni fatte in sede di procedimento penale. La sentenza, quella definitiva, arriverà in serata o al massimo nella mattinata successiva. A Carnevale ci sarà poco da scherzare per Avellino e Catanzaro.