Catalano (Cna): “Tanti interrogativi sul bus che perse il semiasse”

11 giugno 2014

Onofrio Catalano, presidente della Campania Autoriparatori afferente alla Cna interviene rispetto alla sicurezza dei mezzi su strada. La vicenda di Monteforte, il Bus che è finito giù dal viadotto e le ultime parole del Procuratore di Avellino Rosario Cantelmo, consentono al rappresentante della Cna di fare una riflessione. “Come Cna a settembre scorso abbiamo lanciato l’allarme che il lavoro nero non solo uccide le aziende ma rappresenta un pericolo per la sicurezza di tutti. Posso sbagliarmi, ma sono costretto a chiedere se non vi sia un nesso tra le scelte che sempre più spesso le aziende di trasporto vanno facendo per risparmiare sulla manutenzione non servendosi di autofficine autorizzate e specializzate per effettuare le dovute riparazioni dei loro mezzi, in quanto i costi sarebbero eccessivi e scegliendo di arrangiarsi alla men peggio. Si è detto tanto sulla questione del bus precipitato a Monteforte, ma perché sul motivo della perdita del semiasse non si parla? A mia conoscenza, dopo una vita trascorsa tra i motori, non era mai successo prima. Le domande che mi pongo sono tante: si è provveduto a smontare il cambio per verificare se di recente fosse stata sostituita la frizione? Sono stati controllati i perni di fissaggio dei semiassi per vedere se sono perni originali di acciaio conici ed autobloccanti? Se il semiasse non si sia perso prima, quando l’autobus era sotto sforzo in salita e sia rimasto solo appeso e se nella caduta, non abbia strappato i tubi dei freni? Ben poco poteva fare l’autista del mezzo e tutte le scelte, anche quella di tentare di farcela sino alla fine della discesa, appariva legittima come pure quella di sfasciare il mezzo contro il terrapieno all’inizio della discesa. La Cna ha chiesto e continua a chiedere alle istituzioni un maggiore controllo del territorio, di concentrare i controlli su chi del tutto abusivamente esercita una attività, mentre i controlli, peraltro sempre più assillanti, si susseguono ogni giorno a danno di chi lavora in chiaro cercando di fare il possibile per stare in regola. La piaga del lavoro nero è una tragedia per le aziende sane”.