Castagne, D’Agostino (SC): “Necessario cambio di rotta nella lotta al cinipide”

Castagne, D’Agostino (SC): “Necessario cambio di rotta nella lotta al cinipide”

16 novembre 2016

“La situazione di grave emergenza nella quale versa il settore castanicolo sta arrecando ingenti danni di tipo economico e occupazionale all’Irpinia. La lotta al cinipide galligeno ha bisogno di una svolta che serva ad evitare ulteriori perdite di quote di mercato a vantaggio di una concorrenza estera spesso scorretta, e ad evitare l’ulteriore abbandono delle nostre aree montane.”

Lo scrive Angelo D’Agostino, deputato e vice presidente nazionale di Scelta Civica, in una lettera al Ministro dell’Agricoltura, Maurizio Martina.

“La castagna è una risorsa economica di particolare rilevanza – aggiunge il parlamentare – non solo per l’Irpinia, ma per l’intero settore agroalimentare della Campania. Ci sono circa 5mila aziende di produzione e 25 di trasformazione che versano in una condizione di grande difficoltà; negli ultimi 15 anni la produzione è diminuita drasticamente a causa di questa interminabile emergenza fitosanitaria che ne sta pregiudicando il futuro.”

“Dopo anni di lotta con gli antagonisti naturali – prosegue il deputato – occorre quel salto di qualità suggerito recentemente dai Coordinamenti della Campania di Agrinsieme e Confagricoltura: abbinare l’utilizzo degli antagonisti naturali con interventi di lotta integrata, attraverso l’uso di prodotti antiparassitari a basso impatto ambientale, come il piretro, e un secondo intervento con lambda cialotrina, sostanze entrambe adatte al contenimento dei fitofagi. Necessario applicare, pertanto, il disciplinare di produzione approvato dalla Regione Campania nel marzo del 2016 e riclassificare i castagneti da frutto in attività di coltura per permettere pratiche agronomiche e di difesa fitosanitaria oltre che con mezzi o pratiche di lotta biologica, anche con detti interventi di lotta integrata.”

“Nel frattempo – chiude D’Agostino – le nostre aziende hanno bisogno di misure straordinarie di sostegno che servano a compensare, anche se solo in parte, i mancati introiti derivanti dalla grave calamità del cinipide.”