“Castagna irpina: quale tutela, quale futuro?”, convegno con De Mita

9 dicembre 2011

Volturara – “Castagna irpina: quale tutela, quale futuro?”. E’ il titolo del convegno in programma per domani, sabato 10 dicembre, a partire dalle ore 10.30, presso sala consiliare del Comune di Volturara Irpina. Ad organizzarlo è l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Marino Sarno. All’incontro, moderato dal primo cittadino volturarese, prenderà parte un ricco parterre. Porteranno il loro contributo al tavolo il professore Antonio De Cristofaro dell’Università del Molise (etologo), Marcello De Simone, direttore Coldiretti Avellino, Alfonso Tartaglia, dirigente Stapa Cepica Regione Campania, Mario Marino, presidente della Comunità montana Terminio Cervialto. Concludono l’onorevole Pietro Foglia, presidente della Commissione Agricoltura Regione Campania, e Giuseppe De Mita, vice presidente della Giunta regionale. “Non potevamo restare indifferenti, come amministrazione comunale, a quella che è stata vissuta come una vera e propria disgrazia dall’intera popolazione volturarese: la cancellazione dell’economia locale della castagna, nostro prodotto d’eccellenza, che quest’anno ha rasentato lo 0.5 per cento della produzione”, spiega il sindaco Sarno. Un’annata così nera non si era mai vista prima. “Volturara Irpina è sempre stato un paese ad alto tasso di produzione di castagna – aggiunge Sarno -. Ci sono delle concause che hanno portato a tutto questo, come l’attacco del cinipide galligeno e particolari condizioni meteorologiche. Cause che intendiamo approfondire con gli ospiti del convegno, per cercare insieme delle soluzioni che possano garantire la salvaguardia non solo della produzione ma anche del territorio”. In un contesto generale di crisi, dove in Irpinia ed in particolare nei piccoli paesi dell’entroterra è davvero difficile tenere il passo con la ripresa, episodi come questo creano sgomento e preoccupazione soprattutto per le tante famiglie che gestiscono castagneti e che hanno già dovuto fare i conti con una comunità piegata da inondazioni e frane. “Trovare una “cura” per questo problema – sottolinea Sarno – significa anche evitare ulteriori disastri idrogeologici che potrebbero essere causati dall’abbandono delle campagne non più in grado di produrre castagne”. Per questo, la comunità volturarese chiede a gran voce l’attenzione di tutte le istituzioni e la collaborazione di tutti gli attori che possono dare un contributo. Intanto, resta la preoccupazione di un anno privo di introiti e, peggio ancora, la paura di un futuro incerto e senza prospettive.