Caso Parmalat: dopo l’approdo in Borsa il rilancio del Gruppo

28 maggio 2005

“Dopo il sì della Borsa Italiana auspicavamo la risposta positiva della Consob. A questo punto l’avvio di Assuntore, condizionato dal pronunciamento dell’Assemblea dei Creditori, resta l’obiettivo primario per il futuro della Parmalat”. Una situazione, quella dell’azienda, che sembra finalmente sbloccarsi, così come comunica il segretario provinciale Flai-Cgil di Avellino, Felice Gagliardi. Dal dicembre 2003, infatti, le organizzazioni sindacali si sono schierate per la difesa del lavoro e per il mantenimento di un grande patrimonio industriale chiedendo a tutti i soggetti interessati di mantenere l’integrità del Gruppo Parmalat. Sono passati circa 15 mesi dall’inizio della vertenza che ha interessato il territorio nazionale, l’Europa e non solo. L’arco temporale trascorso ha consegnato a tutti un quadro della situazione molto complesso e articolato ma è emersa una certezza: le attività del gruppo e i livelli occupazionali hanno retto alla mastodontica truffa e alle sue dirompenti conseguenze. “Stiamo raggiungendo un obiettivo considerato 18 mesi fa utopistico dai più – sostiene Gagliardi – I dati industriali di vendita e di quote di mercato dimostrano la credibilità e la sostenibilità della Parmalat. Tutti i siti produttivi del territorio nazionale ed internazionale che potevano rappresentare ‘monumenti’ allo scempio della finanza creativa ed all’eleggibilità, oggi sono testimonianza della rivincita del lavoro, della qualità delle produzioni, della solennità del sistema produttivo. Per questi motivi la nostra soddisfazione si tramuta in impegno costante per la gestione del piano industriale per il mantenimento dell’integrità del Gruppo a livello nazionale ed internazionale, respingendo interessi finalizzati ad acquisire alcuni marchi e stigmatizzando ‘cannibalismi’ di alcuni competitori che, attraverso campagne di scoutistica e di vendita ‘sottocosto’ rischiano di drogare il mercato mettendo in discussione la tenuta dell’intera filiera agroalimentare”.