Caso Masucci, i magistrati: “Massimo rispetto per i familiari, ma non c’erano ipotesi alternative al sucidio”

Caso Masucci, i magistrati: “Massimo rispetto per i familiari, ma non c’erano ipotesi alternative al sucidio”

15 ottobre 2018

“Le articolate indagini sono state condotte con la consueta scrupolosità e professionalità, e senza privilegiare aprioristicamente alcuna ipotesi investigativa”. L’associazione nazionale magistrati, sottosezione di Avellino, replica così al comunicato stampa (leggi qui il testo integrale) diffuso dai familiari di Ugo Masucci dopo l’archiviazione del caso come suicidio.

Un intervento “doveroso – si legge nella nota sottoscritta dal presidente Gaetano Gugliemo – a tutela degli organi  inquirenti e del magistrato giudicante coinvolti nella trattazione del relativo procedimento penale. Le indagini si sono avvalse dell’ausilio estremamente qualificato di operatori specializzati in campo medico-legale, balistico e con il supporto scientifico di qualificatissimi apparati investigativi operanti a livello nazionale (Ris di Roma)”.

“Le motivate conclusioni del Pm sono del tutto coerenti con il quadro probatorio emerso dagli accertamenti svolti dagli organi inquirenti, che univocamente hanno escluso qualsiasi ipotesi alternativa a quella suicidiaria, e in particolare le possibili diverse ricostruzioni prospettate dai familiari della vittima”.

“Il provvedimento del Gip di accoglimento della richiesta di archiviazione, è stato reso all’esito del contraddittorio tra le parti, e contiene un’attenta e motivata valutazione degli elementi di prova acquisisti e delle deduzioni della difesa svolte in sede di opposizione e senza contenuto irrispettoso per i soggetti coinvolti nella vicenda”.