Caso Mancini, la rabbia dei genitori: “Ora si chiudano altre scuole”

Caso Mancini, la rabbia dei genitori: “Ora si chiudano altre scuole”

18 ottobre 2018

Caso Mancini, esplode la rabbia dei genitori. La decisione della Procura di rigettare l’istanza di dissequestro avanzata dalla Provincia non è andata giù a molte famiglie, intenzonate ad andare avanti nel braccio di ferro per la riapertura della sede storica di via De Conciliis del Liceo Scientifico.

“Dopo che il consulente d’ufficio del gip si era già espresso in maniera chiara sulle condizioni di sicurezza del plesso, ci eravamo fatti l’idea che l’esito del ricorso fosse scontato. Le ultime verifiche – precisa Roberta Rossani, rappresentante del Comitato genitori del “Mancini” – mi facevano stare molto tranquilla, forte anche di pareri autorevoli favorevoli. A leggere le motivazoni, mi sembra invece che tutto sia basato su una normativa che si riferisce ad edifici di nuova costruzione. Se così fosse – conclude amaramente – probabilmente dovrebbereo essere chiusi quasi tutti gli edifici di Avellino”.

Filtra delusione anche da Palazzo Caracciolo. Girolamo Giaquinto, consigliere provinciale con delega all’edilizia scolastica, vuole valutare benele motovazioni, anche se è chiaro che, anche nel suo caso, quello che diventa difficile accettare è che il problema sia diventato la vulnerabilità sismica.

Per il Gip del Tribunale di Avellino Vincenzo Landolfi, che ha sposato la tesi della Procura, “la non conformità dell’edificio alle regole tecniche di edificazione seguite dal legislatore ne determina senza dubbio il pericolo di crollo, che si concretizza solo in occasione dei terremoti, ma assume comunque carattere permanente, data lìimprevedibilità delle azioni sismiche”.

Nelle motivazioni si legge anche che “la Provincia, nella propria istanza di dissequestro, nonostante l’accertata non conformità alla normativa sismica, mostra di ritenere che l’edificio “non è a rischio di crollo ovvero a rischio di rovina e non necessita di ulteriori presidi antisismici immediati”. Ciò conferma che l’edificio, in caso di dissequestro, possa essere immediatamente adibito a sede scolastica, senza che siano prima realizzati gli interventi necessari per metterlo in sicurezza e per renderlo conforme alle vigenti norme tecniche sulle costruzioni”.

Il caso non dovrebbe chiudersi qui. La Provincia, come detto, si è riservata di valutare con maggiore attenzione le motivazioni della sentenza di rigetto dell’istanza di dissequestro, ma il ricorso al Tribunale del Riesame appare scontato.