Caso Irm: i Ds in ‘piazza’

8 giugno 2005

Manocalzati – La Valle del Sabato è in allerta. L’incendio dell’Irm che ha gettato nella paura, e nel dubbio, centinaia di persone, si è rivelato in tutta la sua drammaticità. E la relazione finale, divulgata dall’Arpac, non ha fatto altro che confermare quanto si paventava già all’indomani del rogo: metalli in concentrazione superiore ai limiti previsti dalla legge, idrocarburi individuati nelle falde acquifere, Pcb (Poli Cloruri Benzolati) presenti nei sei Comuni della Valle del Sabato, tossicità acuta riscontrata nel torrente Erte e elevata presenza di ammoniaca nel fiume Sabato. Se per alcuni parlare di catastrofe è quantomai azzardato, per altri è il preludio di un disastro ambientale le cui conseguenze si vedranno in seguito. Ma il tempo dei sondaggi, per usare le parole del consigliere provinciale dei Ds, Franco Mazza, è finito. È ora di pensare con estrema responsabilità al futuro dell’intera area. E il primo impegno è stato assunto in serata nel corso della manifestazione voluta dagli esponenti della Quercia. Raffaele Aurisicchio, Angelo Giusto, Michele D’Ambrosio, Bruno Fierro, Franco Mazza… tutti presenti nella sala del partito locale dei Ds, al fianco del primo cittadino, Vittorio Ciampi, per ribadire la legittimità di una battaglia a favore dell’ambiente e della salute pubblica. “La nostra è una presa di posizione che nasce da motivazioni comprensibili – spiega il consigliere Mazza – e che si riconducono alle naturali richieste dei cittadini, costretti a subire una situazione che si protrae da tempo, peraltro con estrema dignità e compostezza”. Ma l’Irm sembra essere stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. La valle, infatti, è soggetta ad una serie di fattori inquinanti, a cominciare dalle numerose attività produttive che si sono insediate nella zona e dal vicino casello autostradale. Senza considerare i problemi legati al Cdr di Pianodardine e al Depuratore. Ma l’esponente di Palazzo Caracciolo sembra essere fiducioso. “Il problema va risolto alla radice: c’è un’azienda che continua ad inquinare. Il 30 giugno scadono le autorizzazioni di pertinenza regionale: non si potranno non considerare le delibere del Comune di Manocalzati contro il rinnovo delle licenze e la forte mobilitazione civile, politica ed istituzionale”. Diversa la soluzione avallata dall’on. Giusto che, nel concordare sulla delicatezza della situazione, invita a non allarmare ulteriormente. Soprattutto quando in ballo c’è il futuro di decine di operai. “Lo scorso gennaio è successo quello che non doveva mai succedere. Non dimentichiamo che l’incendio dell’Irm è stato protagonista per due giorni dei telegiornali nazionali, a conferma della gravità dei fatti. Ciò non toglie che Comune, Provincia e Regione hanno il dovere di individuare soluzioni efficaci al fine di garantire la massima sicurezza a tutti. Sarebbe auspicabile ottimizzare il ciclo dei rifiuti, stoccando presso lo stabilimento di Manocalzati solo vetro o alluminio e non rifiuti solidi urbani”.