Caso Inopera, un ex dipendente: “In disaccordo con la protesta, ecco perchè”

Caso Inopera, un ex dipendente: “In disaccordo con la protesta, ecco perchè”

23 aprile 2016

Di seguito la nota di Giuseppe De Sario, ex dipendente Inopera, non presente ieri al sit-in di protesta di alcuni suoi ex colleghi nei pressi della Prefettura di Avellino:

“Rispettabile redazione con la presente Vi informo dei due motivi per cui, da ex dipendente Inopera, non ho partecipato alla pacifica protesta presso la prefettura di Avellino.  Il primo motivo è l’assoluta fiducia nel ministero del lavoro e delle politiche sociali. Infatti , gli ex dipendenti che hanno protestato in prefettura, non hanno menzionato che l’ente prima indicato ha preso in carico le situazioni di tutti gli ex dipendenti Inopera che lavoravano nella provincia avellinese. La burocrazia ed il tipo di lavoro che il ministero sta svolgendo richiede tempo, ci è stato riferito che avremo i nostri stipendi DIRETTAMENTE DALLA PREFETTURA verso la fine dell’anno.

Inoltre nel conteggio dei nostri crediti verso Inopera sono stati accumulate liquidità per delle differenze tra prestazione e busta paga. Il secondo motivo per cui non ho partecipato alla manifestazione è l’ormai definitiva mancanza di fiducia verso Inopera e i suoi dirigenti. Siamo stati trattati in maniera ignobile, non ci è mai stata fornita un’ufficialità sulla cessazione degli stipendi, non abbiamo mai avuto la possibilità di parlare con le alte sfere della società per qualunque situazione e le uniche informazioni riferiteci in via ufficiosa dal coordinare di Inopera della provincia di Avellino si sono sempre dimostrate false. Infine sottolineo che mi dissocio da quanto dichiarato da un ex collega sulla situazione delle strutture. Posso confermare che il lavoro degli operatori è stato impeccabile e superlativo con innumerevoli esempi che posso fornirvi su richiesta. Non posso confermare che i migranti non avessero motivo di lamentarsi. I mezzi che Inopera ci ha fornito, specialmente da gennaio in poi, erano scadenti e a volte incivili. Questo è il mio pensiero, ma è un pensiero comune alla maggior parte dei trenta e più ex dipendenti che non si sono presentati in prefettura.”


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