CasaPound rivendica l’affissione di alcuni striscioni ad Avellino

24 novembre 2010

Il Direttivo Provinciale di CasaPound Avellino rivendica l’affissione, ad Avellino e in Valle Caudina, di alcuni striscioni con su scritto “Irpinia 1980: DISTRUZIONE! CORRUZIONE! DISPERAZIONE!”. L’azione dei militanti si è svolta nel Rione Ferrovia, in città e a Cervinara in Piazza Trescine, esattamente alle 19.35 del 23 novembre, orario della immane sciagura che devastò l’Irpinia trenta anni fa, provocando 2.914 morti, 8.848 feriti e 300 mila sfollati.
CasaPound Avellino ed il Blocco Studentesco Irpino, inoltre, daranno vita ad una nuova conferenza multimediale che come titolo avrà lo stesso testo degli striscioni ed inizierà alle 18.30 di sabato 27 Novembre, presso la Videoteca “Rose Rosse” in via Annarumma ad Avellino. Interverranno Luca Lezzi, responsabile Cultura di CasaPound Campania, Marco Galluccio, responsabile regionale del Blocco Studentesco campano e Felice Preziosi, ex volontario e autore del famoso libro “Irpinia 23 novembre 1980 ore 19.35 per non dimenticare”.
“L’idea del dibattito nasce – dichiara il presidente provinciale Valerio Criscuoli – per affrontare i tre punti cardine, a nostro avviso, del terremoto del 1980, ossia la distruzione che rase al suolo interi paesi a causa di una virulenta scossa di magnitudo 6,5 sulla scala Richter, della durata catastrofica di circa 90 secondi che ridusse in un cumulo di macerie molte zone dell’Irpinia, del salernitano e del potentino, danneggiando e distruggendo oltre 362.000 abitazioni. Poi discuteremo della vergognosa corruzione che si sviluppò subito dopo la tragedia, che vide tantissimi sciacalli dell’epoca sfruttare per tornaconti personali l’enorme cifra economica stanziata dallo Stato italiano e da altri paesi, pari all’incredibile somma di 66 miliardi di Euro! L’Irpinagate, come venne definito all’epoca, fu una delle più clamorose truffe ai danni dello Stato e della popolazione, che vide coinvolti nell’inchiesta, detta Mani sul Terremoto sulla scia di Mani pulite, centinaia di esponenti politici, banche e organizzazioni malavitose. Infine, parleremo della disperazione in cui piombò il popolo irpino, che dopo aver subito un avvenimento sismico apocalittico ha patito la pessima gestione del territorio di una classe politica criminale che ha fatto più danni del terremoto, vista la crisi occupazionale ed economica che attanaglia oggi la nostra terra e la dilagante emigrazione che proprio da quell’evento negativo non si è mai stata arrestata. Non vogliamo nemmeno dimenticare chi vive ancora oggi o ha vissuto per lunghi decenni nei famosi container di amianto, trattati come profughi in Patria, mentre vedevano costruire piscine, ville e palazzi privati. Tra l’altro abbiamo preparato anche una raccolta fotografica per ricordare il terremoto politicamente scorretto del 23 luglio 1930, un evento sismico, caratterizzato da un’intensità Mercalli stimata tra il nono e decimo grado, che sarà l’ esempio da contrapporre a quello dell’1980 per la velocità dei soccorsi, per la parsimonia nella spesa e per la concretezza nella ricostruzione che portò alla consegna delle prime case appena tre mesi dopo”. In conclusione Marco Galluccio, responsabile del Blocco Studentesco dichiara che: “l’appuntamento di sabato è stato organizzato proprio per affrontare il terremoto in maniera non conforme. Parleremo dei tantissimi fondi arrivati in Irpinia, degli sprechi e di cosa deve essere ancora fatto. Con in mente un modello ben chiaro di ricostruzione, quello attuato nel 1930, quando la nostra terra fu sconvolta da un altro feroce sisma, ma in meno di un anno furono costruite 3.746 case e riparate 5.190 abitazioni. Questa è una pagina di storia- conclude Galluccio- della provincia di Avellino che non possiamo cancellare”.


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