Carpi-Avellino 0-0, le pagelle

Carpi-Avellino 0-0, le pagelle

28 aprile 2018

di Claudio De Vito, inviato a Carpi – Un punto per continuare a sperare. Nessun acuto per l’Avellino a Carpi in una gara avara di spunti sul piano dello spettacolo e dell’agonismo. Ritmi blandi da fine stagione e poche occasioni da rete. Radu evita il peggio in fondo al primo tempo: i voti ai biancoverdi nelle pagelle di Irpinianews.

Radu 6.5 – Bagna il ritorno da titolare con una parata su Melchiorri al tramonto del primo tempo. Regala un brivido nel secondo tempo quando improvvisa un balletto al posto di un’uscita alta. Nel complesso però la sua prestazione è stata solida.

Gavazzi 6 – Da terzino adattato all’ennesima potenza non ci si può di certo aspettare di più. Cerca di attaccare lo spazio, difende con ordine ed è già un miracolo che riesce a chiudere la partita.

Ngawa sv (8′ st Laverone 6 – Prestazione dignitosa nel ruolo già ricoperto nella prima era Novellino. È questa un’attenuante di partenza perché non può essere servito sulla corsa per il cross con il destro. L’Ave Maria finale per Castaldo per poco non premia l’Avellino).

Migliorini 6 – Non è nelle migliori condizioni ma deve stringere i denti fino all’ultimo. Mantiene intatta la sua sicurezza e quella del reparto.

Marchizza 5 – In colpevole ritardo in una gara dai ritmi non impressionanti. Puntuale invece la doppia ammonizione che mette a dura prova la tenuta della sua squadra.

Vajushi 6 – Sfreccia più di tutti. È tra gli ultimi ad arrendersi attaccando sulla fascia di competenza. I compagni cercano soprattutto lui per provare a sfondare.

De Risio 6 – Rotture intelligenti in mezzo al campo contro la fisicità carpigiana. Sa sempre dove andare a rompere le uova nel paniere al Carpi.

Di Tacchio 6 – Il pallone gira in orizzontale, poi arriva Di Tacchio e cambia il gioco repentino. Quanto basta per dare respiro alla manovra. La sua fisicità serve per contrastare i

Molina 6 – Molto più intraprendente nella ripresa a cercare di dare sbocchi al gioco biancoverde privo di un punto di riferimento in attacco per via dell’inferiorità numerica. Caparbio e alla fine esausto per la consueta mole di lavoro nel possesso e nel non possesso.

Asencio 5 – Soffre la fisicità dei difensori avversari. Non è tonico e si sfianca presto alla ricerca di palloni giocabili in avanti (14′ st Morero 6 – Mezz’ora abbondante di ordinaria amministrazione che lo aiuta a rialzare la testa dopo il disastro di Palermo nella moria di difensori).

Ardemagni 5 – Una paio di guizzi su cross dalla bandierina ma troppo poco. Raramente è nella condizione ottimale per ricevere il pallone e giocarlo con serenità (30′ st Castaldo sv).