Carcere: la Uil Penitenziari sollecita ad una maggiore sicurezza

12 maggio 2008

Avellino – Il Coordinamento Provinciale e Regionale della UIL Penitenziari di Avellino e della Campania, negli anni scorsi, ha segnalato più volte le condizioni in cui versano il perimetro e il camminamento della cinta muraria della struttura penitenziaria avellinese.
“Fatto salvo qualche minimo intervento di manutenzione ordinaria intervenuto nel tempo – hanno spiegato il segretario generale della Uil Penitenziari Eugenio Sarno – si deve purtroppo prendere atto che le condizioni di degrado e fatiscenza restano immutate. Condizioni, quelle del muro di cinta, che non solo impediscono agli operatori addetti alla sorveglianza di effettuare un puntuale ed efficiente servizio quanto rappresentano grave fattore di rischio e nocumento per l’incolumità fisica degli stessi operatori. Nello specifico appare utile segnalare come i vetri antiproiettile posti a protezione (parziale) delle sentinelle tendano ad opacizzarsi al minimo variare delle condizioni di umidità impedendo, di fatto (soprattutto nelle ore notturne), la necessaria visuale. Molti dei vetri, tra l’altro, presentano scheggiature, incrinature e lesionature. Le garitte sono assolutamente inadeguate. Anguste e vetuste non garantiscono le condizioni minime di fruibilità. Non presentano impianti di climatizzazione e di riscaldamento: forni d’estate, congelatori d’inverno. Molti degli impianti di controllo luminosi (fari direzionali) sono inattivi perché non funzionanti. Gli impianti elettrici non sono a norma e in qualche garitta è possibile riscontrare fili volanti e scoperti. Il parapetto in più punti, nel lato interno, appare troppo basso perché possa fornire la necessaria protezione al personale. Il camminamento si presenta divelto e sconnesso. Le frequenti buche e i vari Dossetti causano frequenti inciampi e pertanto aggravano i fattori di rischio per l’incolumità personale, anche in ragione della scarsa, inefficace, illuminazione dello stesso camminamento. Analogamente alle garitte anche nel camminamento è possibile riscontrare l’inadeguatezza dell’impianto elettrico che, in più punti, si presenta senza alcuna protezione e con fili scoperti. Non di rado il personale, suo malgrado, deve affrontare sgraditi imprevisti quali la presenza di animali selvatici. La situazione è da attenzionare con somma urgenza, anche attraverso una verifica tecnica che accerti le condizioni di idoneità, di vivibilità e di fruibilità della cinta”. Il sindacato, quindi, onde evitare infortuni e disservizi, sollecita gli organi competenti a valutare l’opportunità di un sistema alternativo di sorveglianza armata attraverso il ricorso a pattuglie automontate, come avviene già in altre strutture penitenziarie ubicate sul territorio regionale e nazionale.


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