Carcere di Ariano, lettera-dossier dei sindacati: “Gravi carenze strutturali e di personale”

Carcere di Ariano, lettera-dossier dei sindacati: “Gravi carenze strutturali e di personale”

10 marzo 2019

Le segreterie regionali di Osapp, Uil P.A. PP, Sinappe, Fns Cisl, Uspp/Ugl, Cnpp, in una lettera-dossier indirizzata al Capo del Dap di Roma, al Direttore Generale del personale e delle risorse, al Visag, al Prap Campania, al direttore della casa circondariale di Ariano e alle segreterie nazionali e locali dei suddetti sindacati, hanno comunicato gli esiti della visita ai luoghi di lavoro del carcere del Tricolle del 6 marzo scorso.
“Pur non volendo attribuire responsabilità soggettive ad alcuno, è emersa in tutta evidenza una cronica carenza d’organico, nonché un’inqualificabile situazione strutturale. Al riguardo, e senza tema di smentita, si deve registrare che anche in questo istituto, come nella quasi totalità delle carceri, la carenza di personale è diventata un problema endemico (risultano attualmente amministrati 145 poliziotti penitenziari a fronte di 165 unità previste dalla pianta organica), dal quale ne consegue un diffuso malcontento del personale, perché costretto a lavorare in condizioni di eccessiva precarietà che non consente un adeguato recupero psicofisico del personale.
Una conseguenza che debilita e snerva lo stesso personale di polizia, riversandosi inevitabilmente sulla sicurezza dello stesso istituto penitenziario, nonché sul buon andamento delle varie attività lavorative, che fine a qualche anno fa, erano regolarmente espletate, e che oggi, in queste condizioni, è difficile attuarle, se non con notevole disagio e in totale insicurezza. Nello specifico, l’apertura del nuovo padiglione detentivo non è stata accompagnata da un’ulteriore immissione di risorse umane con la conseguenza che i carichi di lavoro sono notevolmente aumentati andando a gravare in modo esponenziale ed inversamente proporzionale alla dotazione organica presente”.

La lettera-dossier è lunga ed il quadro dipinto è a tinte fosche. Si va da una delle due cucine non funzionanti, ai bagni degli agenti nei vari piani che, oltre ad essere fatiscenti, presentano cavi elettrici a vista o alloggi senza copertura. “In alcuni reparti il bagno del personale si trova nel locale doccia dei detenuti”. “La lavanderia è ormai fuori uso e si è costretti ad utilizzare quella della Casa Circondariale di Benevento, sottraendo altro personale al reparto e l’impiego di mezzi e risorse aggravando ancor di più la difficoltà attuale”. “Le segreterie scriventi, con missiva separata, a sostegno di quanto rappresentato, si adopereranno ulteriormente con incisività presso gli organi competenti, affinché rispetto a queste e a tutte le altre questioni non solo legate alla carenza organica di polizia penitenziaria, che necessariamente deve essere integrata, ma anche rispetto alla scarsità di risorse per il funzionamento dei servizi, caserma, manutenzione ordinaria e straordinaria e alla conservazione della struttura, al fine di sollecitare in chiave attuale e futuristica lo stanziamento di maggior fondi sui relativi capitoli, per remunerare lavoro straordinario, missioni e l’aumento di attenzione verso il penitenziario Arianese già situato in un contesto periferico con disagi logistici”.