Caposele – Imposte salate sull’acqua potabile.Scontro Melillo-Palmieri

7 luglio 2005

Caposele – Acqua potabile? Si, ma ‘salata’. Non è un paradosso, ma una vicenda “dai contorni assurdi messa in atto dall’amministrazione Melillo”. A dichiararlo è il leader di minoranza della lista ‘Uniti per Caposele’, Giuseppe Palmieri che così boccia il nuovo provvedimento del primo cittadino di aumentare del cento per cento l’imposta sul servizio di acqua corrente e reflua. Stangata anche per quanto riguarda il tributo Ici sulla seconda casa. “Il nostro Comune eroga acqua a tutta la Puglia, possiede l’acquedotto più lungo del mondo ed è terzo per portata – afferma Palmieri – Siamo un paese galleggiante, ricco di falde acquifere, dove il servizio idrico rischia di diventare un lusso. Già per noi è un handicap perché in molte zone non è possibile edificare, ma raddoppiare le imposte relative all’uso domestico dell’acqua è una vera e propria beffa per la cittadinanza”. Partito un ricorso al Tar di Salerno che entro la fine dell’anno darà il suo responso. In caso di vittoria dell’opposizione, il Comune dovrà provvedere al rimborso di tutte le quote incamerate. Ma a questa improvvisa delibera il consigliere Palmieri trova una personale giustificazione: “Fino a pochi anni fa, la comunità non pagava nessuna tassa sull’uso idrico. Oggi i tributi vengono pagati in base all’allaccio e agli scarichi, non all’indice dei consumi. Credo proprio che il sindaco Melillo abbia disposto questa ordinanza per bilanciare il rendiconto della cassa comunale, in rosso, soprattutto in seguito allo sfarzo pre-elettorale che non ha prodotto alcun beneficio a Caposele”. Secca la replica del numero uno Giuseppe Melillo. “Se aumentare un canone per l’uso domestico illimitato di acqua è un crimine, allora è arrivato il momento di un mea culpa da parte della popolazione che spreca senza riguardo il prezioso fluido. Non è un caso che nel 2004 il consumo è stato di circa 1 milione e 800 mila metri cubi, un indice pari a quello di Battipaglia e Salerno”.