Caposele – Cetrulo lancia il suo appello per la gestione idrica

16 marzo 2011

Caposele – “Finalmente sono cominciate le operazioni per mettere in funzione la pompa per dare acqua del Sele ai Caposelesi, dopo aver sollevato il problema e poi ripreso da altri, l’amministrazione facendosi forte del coro di protesta dei cittadini è riuscita speriamo in maniera definitiva di risolvere questo primo problema con l’AQP”. A parlare è Pietro Cetrulo, consigliere comunale di Caposele. “Spero che si dia seguito positivo anche al problema dei controlli sanitari – continua – che io avevo già sollevato nel 2007 con l’Assessore Provinciale Fierro, l’ARPAC e l’ASL, in occasione di un inquinamento idrico di una fontana pubblica, controlli che io chiesi più puntuali e precisi e sotto il controllo dei nostri uffici comunali, ma come detto l’ideale sarebbe di istituire il laboratorio per le analisi dell’acqua a Caposele. Oggi – afferma – comincia il capitolo “ritorno occupazionale”, con una lettera aperta ai cittadini pugliesi, all’On. Vendola, all’AQP e per conoscenza alla Regione Campania che ci dovrebbe tutelare nelle nostre legittime rivendicazioni. Come semplice cittadino dell’irpinia e soprattutto di Caposele, paese della sorgente del fiume Sele, che dà vita ed inizio all’Acquedotto Pugliese, tra i più grandi al mondo Milancio questo appello attraverso una lettera aperta, per sollevare alcune richieste che avanza il nostro Comune o meglio i cittadini di Caposele nei confronti dell’AQP, e per riflesso alla Regione Puglia maggiore azionista dello stesso. In questi giorni si parla di una convenzione da sottoscrivere tra le parti, al di fuori dell’Accordo di Programma per il trasferimento idrico tra Campania e Puglia. Dopo cento anni riteniamo che sia arrivato il momento di ricevere il giusto ristoro soprattutto per il mantenimento di un territorio sottoposto a vincoli e frane, e il riconoscimento per le mancate opportunità legate alle acque del Sele, tutte cose promesse e mai mantenute che cercherò con vari comunicati di portare a conoscenza soprattutto dei cittadini Pugliesi. Dopo il problema “acqua del Sele ai Caposelesi”, oggi vi parlo del ritorno occupazionale per Caposele dalla costruzione dell’AQP, oggi possiamo sintetizzare così: meno che niente. Abbiamo avuto il massimo di operai impiegati nell’AQP arrivando a non più di 9/10, oggi siamo a 6/7. Quasi tutti nel passato erano impiegati come sorveglianti e come controllori delle pompe, ma; mano a mano che qualcuno andava in pensione veniva sostituito con personale di altri paesi, la maggior parte da circa trenta km se non oltre. Visto che le sorgenti sono considerate obbiettivo sensibile, sarebbe stato opportuno per motivi almeno di sicurezza (visto che ci conosciamo tutti ed è facile individuare estranei) e per motivi di reperibilità in caso di emergenza, prendere gente del posto. C’è poi da segnalare il caso di tre ex dipendenti Faver, che licenziati dovevano essere riassunti dall’AQP, ma non si sa ancora perché su 11 operai solo 3 non sono stati riassunti, il caso è stato anche riportato dai giornali ed ha visto l’interessamento di politici Pugliesi che, non hanno ritenuto di sanare una così grande ingiustizia, e meno male che in Puglia comanda la sinistra che tutela gli operai. Adesso io chiedo a tutti i Pugliesi; è giusto che con l’acqua del Sele che dà lavoro a circa 2000 operai all’AQP, 6/700 all’indotto e migliaia nell’industria agroalimentare e a noi solo 6/7? E’ possibile che un paese che cento anni fa era il più industrializzato intorno alle sue acque non abbia avuto un seppur minimo ritorno occupazionale? Addirittura alcuni uffici amministrativi di linea, sono stati portati a circa trenta km da Caposele!!!!!! Questi sono solo alcuni dei temi che cercherò di portare all’attenzione dei cittadini pugliesi che come detto forse non conoscono, nelle prossime puntate parleremo di: centrale elettrica mancata, museo delocalizzato, fruizioni delle sorgenti (visita), sistemazione alveo del fiume, monitoraggio e manutenzione territorio, sistemazione aree adiacenti sorgenti, costruzione Pavoncelli-bis, bilancio idrico ed altro, tutte cose promesse da cento anni e mai onorate, tutte cose che per colpa di qualcuno vanno ad intaccare l’amicizia e la vicinanza che lega Caposele e l’Irpinia al popolo Pugliese. Ma io sono sicuro che i nostri fratelli Pugliesi risponderanno al nostro appello e si faranno sentire da chi decide, onorando chi cento anni fa ha risposto all’appello di un popolo assetato”.