Cani avvelenati, caccia ai colpevoli: taglia di 6mila euro di Aidaa

Cani avvelenati, caccia ai colpevoli: taglia di 6mila euro di Aidaa

10 luglio 2018

Una taglia di seimila euro per chi aiuta a fermare la strage dei cani di Contrada Chiaire. L’iniziativa porta la firma dell’Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente ed è destinata a chiunque con le sue informazioni sia in grado di portare alla individuazione, denuncia e condanna definitiva dell’avvelenatore o degli avvelenatori dei cani di Chiare.

“Sono oramai 9 i cani avvelenati, si tratta di una vera e propria strage programmata, per questo motivo abbiamo deciso di mettere la taglia – precisa Lorenzo Croce presidente nazionale di Aidaa -. Diciamo da subito che le persone che ci telefoneranno dovranno poi denunciare ai carabinieri quanto di loro conoscenza in modo da portare alla individuazione del responsabile o dei responsabili di tali atti. Per far scattare la taglia occorre almeno un primo grado di giudizio”.

Parlare di taglia fa un certo effetto – specifica Croce -. Diciamo che si tratta di una somma che utilizziamo in casi particolari e, non di rado, ha prodotto risultati concreti. Sto seguendo da anni questo problema, è un fenomeno diffuso da Nord a Sud, non c’è una specificità particolare. E’ davvero complicato tracciare una sorta di identikit del possibile colpevole o individuare le possibili cause. In genere si cerca di colpire e arginare il fenomeno del randagio o, più semplicemente, punire il vicino di casa”.

Quest’anno sono già stati uccisi oltre 20 mila cani. “E’ una statistica terribile. C’è anche chi ha interesse a uccidere un solo cane, ma poi, per complicare le indagini, ne colpisce anche altri”.

Risalire ai colpevoli non è semplice. Per il presidente nazionale di Aidaa manca spesso anche la necessaria collaborazione: “Occorre tempo per le analisi del veleno e delle sostanze utilizzate, necessarie per andare a ritroso e capire la metodologia utilizzata. E’ chiaro che tutto è più difficile se non ci sono telecamere e altri strumenti di controllo”.

Uccidere i cani in Italia è un reato penale, anche se i casi di persone punite sono davvero una rarità. Occorrerebbe un diretto coinvolgimento delle Procura competenti per immaginare di arrivare qualche risultato più concreto. Purtroppo non c’è grande attenzione, spesso certe operazioni sono utili anche per le amministrazioni comunali che si vedono alleviate di un costo di gestione. E’ chiaro che la mia è una valutazione di carattere generale, assolutamente scollegata da quello che sta succedendo ad Avellino”.