Canderola Night & Day, cronache di una giornata tra sacro e profano

Canderola Night & Day, cronache di una giornata tra sacro e profano

2 febbraio 2016

Mentre il popolo dello Stivale è impegnato ancora con il Family Day e le discussioni relative al ddl Cirinnà, ad Avellino si celebra la Candelora con il consueto pellegrinaggio da Mamma Schiavona, la Madonna a cui poco importa come è costituita una famiglia.

La leggenda vuole che nel 1256 la Madonna salvò una coppia omosessuale esiliata dalla città e incatenata ad un albero sulla montagna di Montevergine, da qui il pellegrinaggio del 2 febbraio con tanto di canti, balli e travestimenti in un rituale che si colloca nel mezzo tra il sacro ed il profano.

I cosiddetti femminielli, ovvero gli uomini che... vivono e sentono come donne, secondo categoria attuali, possono essere collocati nell’universo del transgenderismo. Come di consueto però ai gay, lesbiche e transessuali – che si sono recati a venerare l’icona medievale della Vergine in trono – si sono aggiunti i soliti curiosi, anche perché mai come oggi il tema dell’omosessualità è così sentito e discusso.

LA CRONACA DELLA GIORNATA – Si parte dalla notte, quando presso il Black House Blues di Avellino, il dj del popolo Vinyl Giampy e Vlamidir Luxuria, madrina d’eccezione della manifestazione, hanno celebrato insieme ai giovani di Avellino e provincia la Canderola Night.

Vladimir Luxuria a Montevergine

Vladimir Luxuria a Montevergine

Questa mattina sveglia di buon’ora per la salita di 1400 metri per raggiungere il Santuario: la funzione religiosa ha seguito il momento folkloristico con il noto artista Marcello Colasurdo, cantore ufficiale della galassia LGBT, che ha coinvolto la folla in suoni, balli e canti.

LUXURIA A MONTEVERGINE – Fari puntati anche sull’ex deputato Vladimir Luxuria, come detto, madrina dell’evento, che è tornata dalla Madonna Nera dopo qualche anno di assenza e alla quale ha chiesto di far approvare il ddl Cirinnà per compiere quel piccolo passo in più verso un mondo più giusto e garante dei diritti universali.

L’evento si è concluso con il riversamento da parte dei partecipanti sul sagrato antistante al Santuario, per prendere parte alle danze tradizionali al suono di tammorre e castagnette infiocchettate.