Campetto Santa Rita: Galasso tranquillizza, ma la baraccopoli esiste ancora

30 aprile 2005

Era previsto per il 9 aprile l’avvio dello sgombero della baraccopoli di Campetto Santa Rita ma…dopo 21 giorni le tanto attese gru non si sono viste. Insomma, per il decollo bisogna ancora attendere. Non sono stati sufficienti i 25 anni trascorsi all’insegna del ‘precariato’ per porre la parola fine ad un ennesimo ‘buco nero’ del terremoto dell’80 ma il Sindaco assicura che “…lo sgombero vero e proprio si avrà nei prossimi giorni. E’ vero che dal 9 aprile non si sono viste le gru in azione ma questo non significa che l’ambito progetto non sia in fase di attuazione. Si è conclusa, infatti, la consegna delle chiavi della baraccopoli e siamo alle ultime battute per la nuova collocazione degli ‘inquilini della baraccopoli’”. Insomma, per il primo cittadino Pino Galasso nessuna anomalia, nessun ritardo ma… la baraccopoli esiste ancora. Undici, in tutto, i commercianti che hanno ‘popolato’ Campetto Santa Rita per i quali l’Amministrazione comunale ha profilato una nuova destinazione: tre i box in muratura da locare ai commercianti nel quartiere di Quattrograna Est, zona mercatino rionale ma saranno ‘occupati’ non appena ultimati e potranno essere utilizzati in attesa della realizzazione del Pip o del trasferimento in altra sede a cura degli occupanti. Nell’attesa, saranno messi a disposizione degli esercenti anche tre locali da adibire a deposito, in località Quattograna Ovest e grazie alla collaborazione tra Piazza del Popolo e Iacp sono stati individuati altri cinque locali nella città di Avellino. Intanto, correva il 23 febbraio 2005 quando in una nota ufficiale, il Sindaco Galasso scriveva “…l’ordinanza di sgombero verrà notificata nelle prossime ore agli 11 affittuari dei prefabbricati presenti nella zona che, entro i prossimi trenta giorni, dovranno liberare le strutture. Successivamente, si provvederà ad effettuare la gara per incaricare una ditta specializzata alla bonifica dell’area e all’eliminazione dei prefabbricati”. Il provvedimento si è reso necessario, ricordiamo, in seguito alle note inviate al Comune dall’Asl e ad una relazione dell’Arpac che ha effettuato analisi a campione sulle strutture, evidenziando un’alta concentrazione di amianto crisolito “…si tratta di un intervento di ordine sanitario – spiega il primo cittadino – che non poteva essere ulteriormente rimandato. Lo sgombero dei prefabbricati di Campetto Santa Rita rientra in quelle azioni ecoambientali che la nostra Amministrazione sta portando avanti a salvaguardia della salute pubblica”. Ma, comunque, a due mesi dalla firma dell’ordinanza tutto sembra essere caduto nell’oblio… Di sgombero neanche a parlarne e le gru, solo una fantasia avvolta tra le nubi del tempo.