Camera di Commercio, Mastroberardino: “Serve un progetto, non un nome”

Camera di Commercio, Mastroberardino: “Serve un progetto, non un nome”

20 settembre 2018

Marco Grasso – “La Camera di Commercio è la casa delle imprese, per cui sarebbe giusto che fosse rappresentata da un imprenditore nel quale altri operatori si identificano. Non ne farei una questione di nomi nè, tantomeno, del mio nome”.

Piero Mastroberardino è tra i papabili per la guida della nuova Camera di Commercio Irpinia Sannio. Al momento, secondo le voci che filtrano dopo la pubblicazione del contestato decreto della Regione Campania, è indicato come la candidatura più credibile alternativa a Oreste La Stella. Il presidente uscente dell’ente di piazza Duomo è ancora in pista, e pronto a guidare anche la nuova fase ormai alle porte. L’obiettivo, a questo punto, è evitare strappi e divisioni e arrivare ad una soluzione condivisa.

“Credo sia opportuno confrontarsi e trovare una strada comune, evitando ogni conflitto e gara di tipo elettorale. Sarebbe ausicabile – precisa Mastroberardino – che si discuta soprattutto delle cose da fare per la valorizzazione e la promozione del territorio. Credo sia questo il ruolo che dovrebbe avere la Camera di Commercio in un territorio che fatica a comunicare se stesso e le proprie imprese”.

Sullo sfondo resta aperta la partita dei ricorsi. Industria e agricoltura sono i settori più in fibrillazione, con diverse organizzazioni intenzionate a ricorrere al Tar contro un riparto che conterrebbe errori di calcolo grossolani nell’assegnazione delle deleghe.

Se, in base al decreto, il primo consiglio camerale unificato avrebbe potuto essere convocato nel giro di un paio di mesi, è chiaro che ora i tempi rischiano di allungarsi. Nel decreto sono infatti concessi trenta giorni per la presentazione della candidature, da sottoporre poi, soprattutto per la verifica dei requisiti morali, al vaglio del governatore De Luca, al quale, infine, spetta la convocazione del primo consiglio per la nomina del nuovo presidente, fino ad un massimo di quattro sedute.

Lo stesso termine di trenta giorni è previsto anche per la presentazione degli eventuali ricorsi. A questo punto non è difficile prevedere un allungamento dei tempi. Nel caso di presentazione di ricorsi, e di un loro eventuale accoglimento, il decreto dovrà essere infatti ritirato e pubblicato nuovamente.