Calcioscommesse, Giordano (SeL) interroga il Governo

Calcioscommesse, Giordano (SeL) interroga il Governo

21 marzo 2016

Il deputato avellinese di SeL Giancarlo Giordano interroga il Ministro dell’Economia e delle Finanze sulla vicenda calcio scommesse.

Giordano ha chiesto al Ministro se “… non sia opportuno prevedere l’eliminazione di tutti gli eventi dei campionati dilettanti di serie “D” e di quelli giovanili dai palinsesti dell’Agenzia del Monopolio di Stato considerato che tale inserimento e il susseguente monitoraggio non hanno sortito alcun effetto sperato, anche perché sotto l’aspetto squisitamente etico trattasi di due settori delicati in quanto riguardanti minori, nei quali lo Stato deve sempre garantire che l’interesse sociale prevalga su quello affaristico-economico”.

Di seguito, il testo dell’interrogazione:

“… con l’interrogazione a risposta immediata in commissione n. 5-07657 presentata dal sottoscritto e dalla collega Pannarale, tra le altre cose si metteva in evidenza che a seguito di un’iniziativa della magistratura era emersa una fitta rete di giocatori, manager, allenatori, dirigenti ed imprenditori delle società calcistiche della serie «D» dilettantistica, della Lega Pro (ex serie «C») e di serie «B» che truccava le partite dei campionati italiani e sui quali pende l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla frode calcistica e con l’aggravante di aver favorito le organizzazioni mafiose;

la Federcalcio (FIGC), parte lesa nel relativo processo, a mezzo del suo Presidente Carlo Tavecchio in quell’occasione aveva dichiarata che: “Quando le scommesse sono state allargate alla serie «D» io dissi, pur non essendo consultato, che era un gravissimo errore e oggi i risultati li vedono tutti… cinque-sei anni fa la scommessa era un reato. Il giorno in cui si è entrati nell’ottica che la scommessa non è reato porta a far sì che ognuno si debba prendere le proprie responsabilità» palesando una evidente posizione di contrarietà a chi ha invece insistito perché il mondo rischioso del calcio scommesse invadesse anche il delicato settore del calcio dilettantistico” ;

a questa voce autorevole avevano, nel frattempo, fatto eco altrettante di personaggi del mondo sportivo e giudiziario come Abodi presidente Lega serie B, Gianni Rivera presidente FIGC settore scolastico e Raffaele Cantone presidente dell’autorità Nazionale Anticorruzione;

due anni or sono, nonostante il mondo del calcio professionistico fosse ciclicamente investito da scandali, il Governo italiano, attraverso il Ministero competente, ha deciso, nonostante il parere contrario della Federazione italiana gioco calcio, di estendere la pratica del gioco delle scommesse al settore dilettantistico, determinando il coinvolgimento di un mondo già di per sé esposto agli interessi delle organizzazioni criminali locali, nazionali e internazionali;

sempre nella succitata interrogazione si richiamava l’attenzione sul fatto che il settore non professionistico della serie «D» e di quelle minori è un ambito non interessato dai grandi flussi finanziari che investono le categorie superiori, dove le società sportive calcistiche operano tra forti difficoltà economiche e gestionali riservando ai calciatori ingaggi incerti e modesti che non offrono alcuna sicurezza di stabilità reddituale;
per queste ragioni le organizzazioni criminali italiane hanno posto la loro attenzione su questo settore del calcio esposto a forti condizionamenti realizzando un sistema di collaborazione con le diverse mafie ;

non a caso, smentendo clamorosamente quanto dichiarato nella risposta prodotta a seguito della suddetta interrogazione dall’Ufficio Legislativo del Ministero in indirizzo, dal 10 ottobre 2015, cioè da quando è entrata in vigore la norma che ha consentito l’inserimento della serie “D” , cioè del calcio dilettantistico, nei palinsesti dell’Agenzia del Monopolio di Stato vi è stato un aumento esponenziale dei casi di manipolazione organizzata come l’inchiesta “Dirty soccer” ha poi dimostrato;

se questo esposto non bastasse a dimostrare l’inopportunità di estendere le scommesse a questo delicato settore del calcio italiano, frequentato da giovanissimi e da minorenni, vi è stato la necessaria modifica dell’articolo 6 del Codice di Giustizia Sportiva che ha ampliato il divieto di scommettere ai calciatori dilettanti ; la norma federale aggiornata prevede che i tesserati del settore dilettantistico e del settore giovanile non possono effettuare scommesse relativamente a gare delle competizioni in cui militano le loro squadre; modifica , tra l’altro, alquanto aleatoria visto che si pronostica sulla serie “D” dal 10 Ottobre e tale norma é stata inserita solo in questi giorni a ridosso del Torneo giovanile di Viareggio;

da questo nasce anche l’oggettivo impossibilità di controllare che i circa 6.000 tesserati di serie “D” scommettano direttamente o indirettamente su i propri incontri, considerati anche gli assurdi meccanismi autorizzati come quello della opportunità temporale parziale, che agevola la potenzialità dell’azione sportiva criminosa;

pertanto, per quanto richiamato in premessa, si chiede al Ministro in indirizzo se non sia opportuno prevedere l’eliminazione di tutti gli eventi dei campionati dilettanti di serie “D” e di quelli giovanili dai palinsesti dell’Agenzia del Monopolio di Stato considerato che tale inserimento e il susseguente monitoraggio non hanno sortito alcun effetto sperato, anche perché sotto l’aspetto squisitamente etico trattasi di due settori delicati in quanto riguardanti minori, nei quali lo Stato deve sempre garantire che l’interesse sociale prevalga su quello affaristico-economico”.



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