Calcio – Parla Sorbello, il centravanti dell’ultima salvezza in B

14 maggio 2008

Il suo lupo è l’ultimo ad essere riuscito a conservare la cadetteria. Orazio Sorbello, 49 anni, in Irpinia ha giocato per due anni dall’ 89 al 91’ disputando 68 partite e mettendo a segno 18 reti. Mister ‘miliardo’ così ribattezzato ai tempi del Campania Ponticelli per un offerta faraonica pervenuta dalla Lazio. È stato l’ultimo bomber a riuscire a regalare al popolo biancoverde la continuità nella seconda serie nazionale. L’ex centravanti nato ad Acireale dopo aver appeso le scarpette al chiodo a Malta nel Hamrun Spartans, si è accomodato sulle panchine di Acireale, Sapri e Gela.
Come ci si salva ad Avellino?
“Con il cuore, con la grinta e con il carattere. Solo in questo modo si può riuscire a conservare la serie B. Queste sono sempre state le caratteristiche che hanno accompagnato questa squadra negli anni scorsi. Le due permanenze a cui ho partecipato io sono state ottenute in questo modo”.
Come si spiega questi continui alti e bassi della squadra. Capace di vincere contro il Pisa, lanciatissimo verso un posto nei play-off e la sconfitta con il Cesena ultimo della classe?
“Effettivamente non è una cosa che si può spiegare. Difficile capire perché questa squadra non riesca trovare continuità. Ma il fatto che sia riuscita a battere una compagine come quella toscana è la dimostrazione. Non credo che questa squadra sia inferiore ad altre che la precedono. Ci sono dei giocatori di qualità che possono tranquillamente portarla alla permanenza in B”.
Questa squadra durante l’arco di tutto il campionato ha dimostrato di non riuscire a reggere le pressioni, sbagliando sempre le gare decisive E come se la passione del tifo faccia quasi paura al gruppo. “È una cosa paradossale. Perché avere tanta gente che ti segue che ti sostiene, che ti sta vicina dovrebbe rappresentare un maggiore stimolo. E poi lì c’è un pubblico stupendo, una tifoseria che neanche nei momenti bui ha mai abbandonato la squadra. Il fatto di avere tante persone al seguito, deve essere uno sprono ulteriore. Un motivo di orgoglio, darti quella carica in più per riuscire a fare qualcosa di importante per superare gli ostacoli”. Spesso si è parlato di squadra giovane, forse non pronta per le gare determinanti. Forse ci voleva qualche elemento di maggiore esperienza, un leader che avrebbe dovuto trascinare la squadra nei momenti fondamentali di questo torneo:“Il calcio del futuro è fatto di investimenti sui ragazzi, alla fine non vedo nel campionato cadetto non veto tante squadre composte da giocatori di esperienza. Ma proprio perché questo è un gruppo con una età media molto bassa, dovrebbe cercare di dare sempre più del massimo. Arrivando con la volontà a sopperire alle carenze tecniche. Non vedo tante compagini più forti e credo che in queste tre restanti sfide si possa riuscire ad ottenere l’intero bottino. Avellino è una città che ti fa sentire calciatore il pubblico è competente”.
Secondo lei perché l’Avellino non è riuscita più a stabilizzarsi nel campionato di seconda serie?
“Forse non c’è stata una programmazione adeguata, ma adesso, l’unica cosa che conta è conservare la serie B. I tifosi come sempre stanno facendo la loro parte ed hanno seguito la squadra in massa anche a Cesena. Adesso, tocca ai calciatori capire il prestigio ed il valore di una maglia che fa parte della storia del panorama calcistico nazionale”.
Il suo ricordo più bello con la maglia biancoverde?
“Ne ho tanti, ma soprattuto i 13 goal del mio primo anno in Irpinia che mi permisero di laurearmi vice-capocannoniere del campionato”.
(di Sabino Giannattasio)


Nessun commento Presente

Comincia una conversazione

Ancora nessun commento!

Puoi essere il primo a cominciare una conversazione

I Tuoi dati saranno al sicuro!L'indirizzo email non verrà pubblicato. Anche altri dati non saranno condivisi con terzi.