Calcio – Lupi: basta alibi ed errori, adesso fuori l’orgoglio

12 maggio 2008

Cercasi Avellino disperatamente. È stato questo il pensiero di tanti al termine della gara di Cesena, una sfida assolutamente da vincere per provare a tenere in vita le ultime speranze di salvezza diretta. Una gara però in cui i lupi non sono mai scesi in campo regalando tre punti ad un avversario ormai con un piede e mezzo in serie C. Gli interrogativi sono tanti, troppi e il più delle volte non trovano risposta. Perché a poche giornate dal termine non si può pensare ancora ad una squadra priva di carattere, priva della giusta mentalità per affrontare un campionato difficile come quello cadetto, ma soprattutto per non steccare le gare importanti. Puntualmente questo gruppo ha fallito gli appuntamenti che contano, quelli della svolta. È successo con il Frosinone, con l’Ascoli, con il Grosseto. Ed è capitato sabato al Manuzzi. Purtroppo la personalità non fa parte del Dna di un organico monco ma sicuramente non tra i peggiori della cadetteria. Ma una considerazione del genere con un campionato ormai agli sgoccioli non può e non deve più rappresentare un alibi. Un po’ di esperienza dopo quasi 40 partite è stata accumulata, la forza di dare il primo schiaffo la si deve avere sempre, in particolar modo in quelle partite dove è fondamentale fare punti per raggiungere l’obiettivo salvezza. L’Avellino crolla nuovamente sul più bello, nel momento che dovrebbe alzare definitivamente la testa. La vittoria contro il Pisa aveva dato a tutti l’illusione di un finale senza particolari sofferenze. Invece lo stop in terra di Romagna ha consegnato ad un tifo mai stanco la formazione fragile di sempre, quella che non sa reggere le pressioni. Eppure gli oltre 1.000 coraggiosi al seguito di De Angelis e compagni hanno incitato l’undici di Calori fino alla fine, non facendo mancare il loro non ricambiato sostegno. Di sicuro loro l’ultima partita l’hanno vinta, tenendo alta la bandiera biancoverde, con l’orgoglio irpino di chi ama questi colori, di chi spera dopo i continui sali scendi degli ultimi 12 anni, di poter finalmente festeggiare la permanenza nella seconda serie nazionale. Il cuore di chi segue con passione sempre ed ovunque i lupi è stato nuovamente ferito, ma nessuno ha voglia di arrendersi. Dei senatori, di chi dovrebbe prendere per mano la squadra e condurla alla permanenza in B nemmeno l’ombra. L’unico a salvarsi, forse il solo che alla fine sta cercando di mettere la propria esperienza a favore del gruppo, è stato Pantanelli. Il tanto bistrattato (anche da queste colonne) numero uno è stato l’unico a salvarsi nell’harakiri contro i bianconeri. Nemmeno il premio salvezza è servito a dare maggiori stimoli ad una formazione discontinua. Un incentivo che visto il programma di inizio stagione non doveva nemmeno essere chiesto, in quanto l’obiettivo è restare in B e non raggiungere i play-off. Ma si sa che quando il torneo è agli sgoccioli c’è anche questo. Da domani tutti in ritiro: destinazione Pomezia. Servirà a qualcosa? Speriamo di sì. Negli ultimi 270’ ci vorrà una squadra diversa, altrimenti diventerà difficile rimanere a galla. Avellino ci crede. E i calciatori? A parole da sempre. Con i fatti devono ancora dimostrarlo. Tutti attendono sul campo la smentita. Questa squadra ha fatto vedere di potercela fare già in passato. Tiriamo fuori gli artigli. Ma soprattutto i calciatori dimostrino di poter rappresentare questa terra.
(di Sabino Giannattasio)


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