Calcio – Iniezione di fosforo in mediana: come cambia l’Avellino con Attilio Tesser

Calcio – Iniezione di fosforo in mediana: come cambia l’Avellino con Attilio Tesser

11 giugno 2015

In attesa di definire le strategie di mercato, l’arrivo di Tesser apre nuovi scenari tattici che ruoteranno attorno alla metamorfosi della mediana.

Ancora 48 ore e Attilio Tesser sarà il nuovo allenatore dell’Avellino. Le parti si sono incontrate ieri pomeriggio a Napoli trovando un’intesa di massima per un anno di contratto più l’opzione per il secondo. In Piazza Libertà è tutto pronto per le firme di rito che arriveranno nella giornata di sabato, quando il navigato trainer di Montebelluna sarà anche presentato a stampa a tifosi.

Tesser sarà il massimo interprete della svolta tecnica dopo il triennio rastelliano che ha forgiato una squadra pragmatica e non proprio il top esteticamente. L’allenatore veneto guiderà i lupi verso una nuova era tattica grazie all’adozione incondizionata del 4-3-1-2, atteggiamento cardine durante la sua esperienza alla Ternana. L’alternativa in Umbria è stato il 3-5-2 tanto caro a Massimo Rastelli, sul quale l’ex tecnico del Novara ha ripiegato perché più funzionale alle esigenze di una formazione, quella rossoverde, invischiata nella lotta salvezza.

La disposizione a rombo non è affatto sconosciuta all’Avellino che l’ha applicata nella seconda parte dell’ultima stagione. Con Tesser però filosofia e pedine nuove ne consentiranno un’interpretazione maggiormente calzante.

Il perno del mutamento sarà inevitabilmente il centrocampo, per il quale già all’indomani della delusione di Bologna era annunciata un’opera di ristrutturazione su vasta scala. Il rombo tesseriano necessita di un playmaker dai piedi buoni e dotato di una spiccata visione di gioco, caratteristiche assenti nel dna sia di Mariano Arini che di Moussa Kone, chiamati ad alternarsi nel ruolo con scarsi risultati durante la scorsa annata.

Ecco allora che Tesser potrebbe chiedere ai dirigenti dell’Avellino uno sforzo per avere ancora a corte Nicolas Viola. Il talentuoso metronomo calabrese, ai ferri corti con la tifoseria delle fere, probabilmente rimarrà a Terni dopo la risoluzione della compartecipazione attualmente in essere con il Palermo che dal canto suo non ha interesse a rilevarne l’altra metà del cartellino.

Un uomo come Viola in cabina di regia necessiterebbe, a suo sostegno, di interni di centrocampo di quantità che allo stesso tempo non disdegnino di partecipare alla fase di possesso con un discreto apporto qualitativo. A prescindere dall’elemento che incarnerà la costruzione della manovra, sul centrosinistra pertanto ci vorrà il miglior Antonio Zito, rigenerato dall’ultimo scorcio di campionato e già noto al nuovo allenatore dei lupi, mentre sul versante opposto a Tesser non basterebbe una mezzala con le caratteristiche di Angelo D’Angelo. Serviranno calciatori che hanno nelle corde il fraseggio, oltre ai polmoni.

L’Avellino del ciclo Tesser sarà dunque meno speculativo, con la prerogativa di proporsi con maggiore insistenza e ancora meglio di imporsi sull’avversario. Un presupposto quest’ultimo utile soprattutto nelle partite casalinghe contro formazioni impostate sulla difensiva.

Nelle menti di patron Taccone e dell’erede di Rastelli ha già preso forma una squadra in grado di tenere in mano l’iniziativa del gioco durante la partita. Il cambio alla guardia non si è ancora consumato ufficialmente, ma l’Avellino avverte la svolta e si proietta verso la sua nuova dimensione.