Calcio Avellino tra un tour de force da brividi e il sogno C

Calcio Avellino tra un tour de force da brividi e il sogno C

7 settembre 2018

di Claudio De Vito – Sognare non costa nulla anche se probabilmente il tempo di sognare nemmeno ce l’ha il Calcio Avellino preso com’è dal preparare in fretta e furia il campionato di Serie D. La Lega Nazionale Dilettanti ha riservato ai biancoverdi il girone meno caldo dal punto di vista dell’impatto ambientale, ma non privo di insidie soprattutto legate ad un eventuale approccio supponente alla categoria.

Occorre umiltà, quella che la SSD targata Sidigas sta predicando e praticando attraverso l’operato di proprietà, dirigenza, direttore sportivo e allenatore, con quest’ultimo che all’umiltà ci abbina spesso e volentieri una forte personalità nella gestione del gruppo. Doppia seduta oggi e domani per Santiago Morero, destinato ad indossare la fascia di capitano, e compagni che domenica e lunedì invece potranno nuovamente staccare la spina grazie all’ennesimo rinvio della gara di coppa con il Nola. Il tour de force è servito.

La SSD Avellino infatti ‘rischia’ di dover giocare sette volte in ventidue giorni con tre turni infrasettimanali. In pratica i Graziani boys scenderebbero in campo ogni tre giorni. Scherzi di un calendario che il 16 settembre proporrà l’esordio esterno in campionato a Ladispoli, il 19 la sfida con il Nola (20.30), il 23 la prima casalinga di campionato con l’Albalonga, il 26 il turno infrasettimanale ad Anzio, il 30 la sfida interna con il Città di Anagni.

A ottobre, mercoledì 3, l’eventuale gara del primo turno di coppa a Sorrento e dulcis in fundo il 7 il match a casa propria contro il Cassino. Campionato e coppa che si intrecciano e potrebbero continuare a farlo se l’Avellino dovesse avanzare nella competizione parallela. Il 10 ottobre in tal caso ci sarebbe Avellino-Turris valida per il trentaduesimi e ancora quattro giorni dopo l’esterna sul terreno dell’SFF Atletico. Nove partite potenziali in un mese. Tante, troppe ma è il prezzo già noto da pagare per i fisiologici ritardi che si sono accumulati in una gestione agli albori.

Il sogno nel cassetto però resta, ovvero quella Serie C che il Calcio Avellino guadagnerebbe con un’ammissione alla categoria superiore in via del tutto eccezionale. Una promozione extra campo non prevista da alcun regolamento ma che verrebbe assegnata, come nel caso del Bari, per il solo blasone della piazza anche attraverso l’esposizione in prima persona dei principali attori istituzionali a livello locale.

Domani alle 18 la Lega Pro varerà i gironi e calendari con la prima giornata il spalmata tra il 15 e il 16 settembre. L’organico attuale è di 59 ma in giornata il Collegio di Garanzia del Coni potrebbe portarlo a 56 se, come sembra stando ai rumors delle ultime ore, il suo presidente Franco Frattini dovesse ripristinare la B a 22.

E dovrebbe farlo ripescando Ternana e Pro Vercelli (che hanno presentato ricorsi a destra e a manca, ben tre) e ammettendo il Siena ripristinando di fatto la ripescabilità originaria. Così facendo Novara e Catania, che avevano ottenuto dal TFN (con conferma della Corte Federale Figc in secondo grado) la modifica dei criteri di ripescaggio, rimarrebbero beffate oltremodo dopo la delusione del blocco dei ripescaggi .

I verdetti sono attesi nel tardo pomeriggio. Per quel che interessa il Calcio Avellino, la B a 22 non significa automaticamente ammissione in C a maggior ragione dopo la chiusura del numero uno della Lega Pro Gabriele Gravina e della minaccia, promossa da dodici club del girone C, di non scendere in campo in caso di un’operazione di questo tipo da parte della governance della terza serie. Non sono ammessi pronostici ma solo sogni.