Calcio – Avellino, chi resta e chi parte: il punto sulla rosa dei 26

7 giugno 2014

Calcio – La conferenza a tutto campo di ieri ha fornito ulteriori spunti di riflessione su quello che sarà l’organico dell’Avellino nella prossima stagione. Due i diktat emessi dal tecnico Massimo Rastelli a chiare lettere: una rosa di 16-17 elementi, in modo da ampliare il perimetro delle scelte, con un nucleo di almeno 4 scommesse (in cui rientrano gli innesti di Petricciuolo e Pozzebon), e la riproposizione del 3-5-2 come modulo di base.
A questo punto ci si può addentrare con maggiore sicurezza nelle scelte riguardanti il parco calciatori che ieri ha sostenuto l’ultima fatica della stagione. Ossatura di centrocampo confermata in blocco e reparto avanzato smantellato: questo il quadro sommario a un mese e mezzo abbondante dal ritiro di Rivisondoli.

Chi resta. In difesa certe le permanenze di Pisacane, pronto tra l’altro a prolungare, e Peccarisi, in scadenza ma che si è guadagnato sul campo il rinnovo per un altro anno. Tra i confermati anche Fabbro, a meno di clamorosi colpi di scena. Lo zoccolo duro è il centrocampo, dove Arini (nonostante l’interesse di club importanti), D’Angelo, Schiavon e Angiulli sono sicuri della riconferma. In attacco, l’unico a godere dello status di blindato è Castaldo, fresco di rinnovo fino al 2018.

Chi è in sospeso. In bilico ci sono quei calciatori ottenuti in prestito o in compartecipazione un anno fa, ma non solo. Iniziando dai pali, al momento tra Seculin e Terracciano chi ha più chance di vestire ancora il biancoverde è il portiere goriziano, il cui prestito verrebbe bissato dalla casa madre Fiorentina. Per Bittante, invece, il rinnovo della comproprietà non sarebbe suffragato dalla volontà del laterale. Capitolo Ciano. Sul fantasista marcianisano, l’Avellino può esercitare il diritto di riscatto della metà del cartellino nei confronti del Napoli. Tuttavia la rinuncia di Rastelli all’uomo tra le linee – zona del campo in cui Ciano ha reso al meglio – non lo renderebbe funzionale al progetto tecnico. Non funzionale, certo, ma pur sempre un elemento di qualità. Infine, vicina la lista di sbarco per Togni. Reduce da un campionato deludente e chiuso dai tre mediani: se due indizi fanno una prova allora c’è da credere che non si esiterà a valutare le offerte che perverranno per il regista carioca.

Chi parte. Sconfinato l’elenco dei partenti, che va comunque sezionato. In primis ci sono i pezzi dell’argenteria, vale a dire Zappacosta, Izzo e Galabinov, dei quali si è ampiamente parlato in questi giorni. Atalanta per il primo, Napoli per il secondo e Livorno per il terzo. Cinque i nomi che salutano essendo inseriti nel pacchetto “scadenza”: Di Masi, Millesi, Ladriere, Biancolino e Soncin. Con ogni probabilità Massimo sarà ceduto a titolo definitivo, al pari di De Vito, se, come sembra, quest’ultimo dovesse rimanere in Irpinia dopo il 20 giugno (termine ultimo per risolvere la compartecipazione con il Milan). Pericolo buste per lui. Su Pizza, Abero e Decarli, l’Avellino gode del diritto di riscatto (della metà per il solo Pizza). Dovrebbero in ogni caso rimanere rispettivamente al Viareggio, al Bologna e al Livorno.

Le priorità sul mercato. Il direttore sportivo Enzo De Vito si catapulterà sul mercato con due priorità fissate assieme al tecnico Rastelli. Un esterno sinistro con doti congeniali al 3-5-2 ed un attaccante da doppia cifra in grado di non far rimpiangere Galabinov. Per il primo, il pallino è Antonio Zito (’86), mentre in attacco il sogno è Leonardo Pavoletti (’88). In alternativa De Vito attingerebbe da settori giovanili importanti, pronti a sfornare in cadetteria gli attaccanti delle proprie selezioni Primavera. (Claudio De Vito)